Come si diventa l’amministratore più grande di Italia

D: Benvenuti a I vendicatori condominiali; la puntata di oggi si chiama: Come si diventa   l’Amministratore più grande di Italia.  Io sono David Campomaggiore …

K: …Ed io sono Kostantin Zavinovskij.

 D:  Cosa faremo in questo tempo insieme Konstantin?

K: Oggi intervisteremo l’amministratore di condominio più grande d’Italia. o meglio dire, faremo ‘analisi di un pezzo della sua intervista che abbiamo fatto tempo fa insieme a David, e di cui abbiamo reso pubblico un pezzo che si può trovare su YouTube, sul canale di imprenditore condominiale, di 4 minuti. E’ pieno di perle, di cui adesso faremo una analisi.

D: E diciamo  anche che nelle prossime settimane usciranno una per settimana, una pillola, per altri minuti che regaliamo un poco a tutti, ed ogni pillola è davvero una perla perché di 40 minuti di intervista con l’amministratore più grande d’Italia  – Luca Ruffino – sono usciti veramente degli spunti incredibili; ma prima di entrare nel vivo ricordiamo che questo Podcast è offerto da Imprenditore Condominiale, il magazine numero uno in Italia dedicato all’amministratore di condominio, che vuole gestire il proprio studio da imprenditore. Dove puoi trovare il magazine? Puoi abbonarti attraverso il sito web www.imprenditorialecondominiale.it ; ed è un abbonamento di quattro numeri di uscita trimestrale, lo consegniamo direttamente nel tuo studio ed è la risorsa più importante che puoi avere a disposizione per affrontare questi argomenti.

K: Ed insieme al magazine troverai nella tua area riservata, l’intera intervista di 40 minuti di Luca Ruffino, e adesso chiedo a David: ma chi è Luca Ruffino?

D: Luca Ruffino, a parte dire che è l’amministratore più grande d’Italia per numero di condomini gestiti, per numero di unità immobiliari gestite, per fatturato e utili, è l’uomo che ha battuto tutti i record in questo settore, ed io vorrei parlare non tanto dell’ imprenditore in questo specifico momento, quanto dell’uomo, perché ci aspettavamo quando siamo andati all’ intervista che abbiamo organizzato, di incontrare il Donald Trump italiano, una persona tosta ed un po’ difficile con cui parlare. 

K:… Beh, se vai a parlare con il numero uno, ti aspetti che se la tira un pochino e avrebbe tutte le ragioni per farlo.

D: Quindi noi eravamo abbastanza sereni che avremmo  avuto davanti una specie di Dio  sceso in terra dell’amministrazione condominiale e invece la prima parola che ci ha detto è stata: Grazie  per l’opportunità che mi state dando,..

K: Beh, io sono rimasto spiazzato…

D: Si, perché tutta l’intervista ha avuto questo tono con una persona che non ha fatto altro che dire quanto è importante mettersi in discussione…

 K: .. Ed essere umili, …

D: … Ed essere umili e fare squadra con altri colleghi e non darsi mai per scontati e mai per arrivati, quindi essere sempre aperti a nuove soluzioni, e nuovi modi di vedere le cose, ascoltare le persone vicino a te, per avere un parere ed un confronto; veramente una grandissima persona da cui ho imparato non solo qualcosa dal punto di vista della amministrazione condominiale, ma proprio come  essere imprenditori  in questo mondo.

K: Bene, ora entriamo nel vivo ed ascoltiamo la prima parte dell’intervista di Luca Ruffino.

R: A Milano e provincia oggi gestiamo un patrimonio superiore alle 50.000 unità immobiliari, specializzati in grossi complessi, quindi dalle mille unità immobiliari in su,[…] comprensorio come Milano3, City Life, San Felice, Monte Amiata, la più grossa centrale termica di Europa che è  la Gallaratese con  4850 appartamenti, 10 scuole e un complesso commerciale […] impostando tutto sulla spersonalizzazione ed erogazione del servizio all’utente.

K:Bene,  allora vediamo che cosa ha detto; prima di tutto ha parlato della specializzazione e della specializzazione abbiamo iniziato a parlare dal numero 0 del magazine Imprenditore Condominiale, uscito ad ottobre dell’anno scorso.  Quindi ha messo subito in chiaro che cosa fa e che cosa non fa; non tutti se lo possono permettere, ma ha specificato che la sua specializzazione sta nel fatto che accettano soltanto grandi complessi a partire da 1000 unità immobiliari in poi, quindi ha definito la propria identità; la seconda cosa che ha detto è la spersonalizzazione che mi ha colpito molto, perché il primissimo pensiero è stato che uno di solito pensa male quando sente la parola  spersonalizzazione, perché è come se uno non desse valore all’umano, quando in realtà la spersonalizzazione è quello che protegge sia l’imprenditore, sia il dipendente. Vediamo ora il perché.

D: Ed il perché è abbastanza semplice, perché se un’azienda, un attività è incentrata tutta su una singola persona e quindi il titolare dell’impresa, e quindi è assolutamente vincolata a quella persona sia nel bene che nel male, ma se invece riesci a creare delle procedure che ti permettono di spersonalizzare la tua azienda,non è più vincolata su se stesso e neanche sulle singole persone, quindi se manca un singolo elemento non crolla tutto il castello, perché hai creato un’azienda che cammina su delle procedure e dei servizi che vengono ben erogati e sono i servizi erogati che i tuoi stanno acquistando, non necessariamente la persona che eroga quel servizio, perché ricordiamo sempre che i condomini non vogliono un condominio amministrato da Mario Rossi, ma vogliono vedere risolti problemi.

K: Bene, continuiamo ad ascoltare Luca Ruffino.

R: Nel 1990 in prossimità nella crisi del Golfo, che ha un po’ contraddistinto la fine di un ciclo e l’inizio di un altro ero uno tra i più giovani dirigenti bancari Italia e mi occupavo di erogazione di mutui, tanto che SIT Italia era acronimo di società di intermediazione finanziaria – poi diventa società immobiliare finanziaria nel corso del tempo e sono stato licenziato dalla sera alla mattina perché erano cambiate le politiche e la Policy della banca; quindi mi sono ritrovato ad inventarmi un lavoro […] ed un collega di un altro istituto di credito mi ha detto potrebbe esserci una buona opportunità nell’andare ad amministrare condomini in realtà non sapevo nemmeno il condominio che cosa fosse  all’epoca..

K: Incredibile! Sono trovato spiazzato davanti a Luca Ruffino quando l’ho sentito parlare così, perché mi tornavano in mente tante altre storie di amministratori di condominio, che hanno iniziato a fare questa professione con una storia del tutto simile, quindi qualcuno è rimasto senza lavoro, qualcuno lo stava perdendo, perché la società per cui stava lavorando stava chiudendo  e si è dovuto reinventarsi. A dire il vero io mi aspettavo una storia del tipo fatto un po’ di relazioni, un po’ di essere assistito da qualcuno, da qualcosa, quando in realtà sono rimasto assolutamente spiazzato del fatto che il suo inizio è stato molto, molto simile a tante altre storie di altri amministratori di condominio.

D: E la cosa che mi ha meravigliato è che lui ha perso il lavoro dalla sera alla mattina, un lavoro molto importante e anziché chiudersi in casa magari in uno stato depressivo ed aspettare per un anno che qualcosa si bloccasse, che un lavoro gli bussasse alla porta per dirgli: Ecco sono la tua nuova opportunità di rinascita, lui ovviamente affrontando grandi difficoltà si è rimboccato le maniche ed ha iniziato subito a crearsi una nuova opportunità, un nuovo futuro, non sapendo nulla nel settore in cui si stava inserendo e mettendosi in gioco di nuovo da zero, dovendo comunque rendere conto alla famiglia,  a persone a cui lui  teneva e di cui magari si occupava …

K:.. Ed è una qualità molto, molto importante di qualsiasi imprenditore che vuole avere successo; quando hai difficoltà, hai davanti a te sempre due scelte: concentrare te stesso,la tua attenzione ed i tuoi  sforzi sul problema oppure sulla soluzione.

D: Ma andiamo avanti perché Luca Ruffino ha altro da dirci.

R: e da lì ho iniziato un percorso che non è stato semplice, perché oggi il condomino medio è diffidente, diffida da tutto ciò che è gestione di denaro, patrimonio, soldi e di conseguenza anche di potere, perché ha avuto un’esperienza in questi anni estremamente negativa quindi parte dal presupposto che l’amministratore sia ne  più ne meno un gestore quindi un affarista prestato alla contabilizzazione di spese condominiali.

K:  Anche qui è incredibile notare quanto in altre le parole Luca Ruffino ci sta dicendo che il pregiudizio del condomino non cambia: probabilmente lui gestisce realtà molto grandi, magari grandi complessi commerciali, magari di persone che sono benestanti, ma il pregiudizio verso l’amministratore non conosce i livelli, sia magari nei condomini di case popolari ma anche nelle zone residenziali, di lusso a quanto pare il problema ed il pregiudizio verso l’amministratore di condominio, non cambia. 

D: Qui si crede che il settore della amministrazione condominiale sia differente rispetto al resto, ma nella realtà dei fatti, la mancanza di fiducia, è qualcosa che ognuno di noi ha come cliente quando si approccia a qualcosa di nuovo; quindi la fiducia va conquistata perché siamo tutti diffidenti da poter prendere, magari abbiamo paura di prendere una fregatura perché già è successo in passato, perché abbiamo ascoltato qualcuno che l’ha presa; quindi siamo sempre molto diffidenti contro tutto quello che ancora non conosciamo, in qualsiasi settore ogni volta che siamo clienti. 

K: L’amministratore di condominio di oggi è chiamato a fare i conti con il passato, perché nel passato e anche come avevamo detto nella prima puntata del podcast l’amministratore di condominio è morto; ed è morto quale tipo di  amministratore di condominio? Quello improvvisato, quello doppio lavorista,  quello dopo lavorista che ha fatto danni, ha fatto casini ed ha convinto il condomino che l’amministratore di condominio è un affarista, come chiama Luca Ruffini. Adesso sta a ciascuno dei nuovi amministratori di condominio con un approccio nuovo alla professione, far cambiare ciascuno nel proprio piccolo, questa percezione. Ma vediamo un attimo insieme se è andato tutto liscio sin dall’inizio o anche Luca Ruffino ha avuto delle difficoltà.

R: la prima grande difficoltà è cercare di far capire al condomino  quale potesse essere il valore aggiunto e quale potesse essere la differenza

 D: Primo aspetto incredibile che non devi mai sottovalutare, magari a qualcuno è un po’ passato così :lui sta già parlando di posizionamento sul mercato; cosa di differenza rispetto ai tuoi concorrenti. Quindi sta dicendo che devi far percepire al condomino perché sei diverso e perché devono scegliere te e non un altro e questa è la risposta numero uno che tu dovresti dare con il tuo marketing al pubblico in target: ti stai rivolgendo a delle persone e gli devi semplicemente dire perché devono scegliere te come amministratore invece che un altro.

 K:  E se tu per primo non sei in grado di rispondere velocemente a questa domanda, e in modo netto e che ti posiziona in modo differente rispetto agli altri, ovviamente non riuscirai neanche a spiegarlo ai condomini e l’unico criterio rimarrà …

 D: …Il prezzo… A meno che non vieni al corso Più condomini e allora qualcosa ti si sistema, ma lo affrontiamo in un altro momento.

K E continuiamo a sentire l’intervista di Luca Ruffino.

R: e soprattutto cercare di accreditarsi richiedendo un corrispettivo congruo […]accreditarsi ed acquisire un condominio sottocosto come alle volte sento 30 -40-50 €60 ad unità immobiliare significa necessariamente dover marginalizzare altro, perché non ci stai dentro e questo paradossalmente incrementa i costi al condomino e non li riduce perché ti poni sempre nella condizione di dover raggiungere dei compromessi con il fornitore. Essere dalla parte di colui che invece si fa pagare in maniera corretta congrua e marginalizza il suo – se andate a vedere i nostri bilanci sono fatti solo ed esclusivamente di emolumenti

D: Ah…Musica per le mie orecchie, è poesia, è poesia prestata all’amministratore condominiale!

K: La soddisfazione.

D: Sono giorni che stiamo litigando con il mondo intero per dire questo concetto, che è quello di cui abbiamo affrontato in un altro podcast – Bustarella si, bustarella no- lui l’ha spiegata in 15 secondi e guadagna più di mezzo milione di euro la sua società, più il compenso per lui e per tutti i suoi dipendenti. Se sta dicendo le stesse cose…

K:… Che stiamo dicendo in realtà da mesi, ci sarà forse un motivo? Quindi ricapitolando, il suo primo problema da risolvere è stato come mi differenzio nel mercato? Ed è esattamente quello che dice brand e brand positioning, quindi essere riconosciuto sul mercato. Il secondo problema è stato: come faccio a farmi pagare il giusto? Che per giusto non per forza devono essere somme esorbitanti; no, il giusto quando ti basta per condurre la vita che ritieni più adatta per te oppure quel compenso che ti permette di lavorare in modo pulito, senza come dice Luca Ruffino, senza marginalizzare altro. Questi due problemi sono fondamentali: se finora non li hai affrontati e ti sei adeguato al mercato, non ti puoi lamentare che il mercato è cattivo. Tu cosa hai fatto di diverso ed in più rispetto ad altri? 

D: Portare l’esempio di dire: Mah, un’azienda risparmia in marketing quindi invece che spendere soldi in marketing per avere nuovi clienti, li riconosce a me e quindi è giusto: tu te la puoi raccontare come ti pare per fartela sembrare meno bustarella e va bene non ti sto giudicando, ma ti sto dicendo solamente che se tu accetti il compenso extra dall’azienda fornitore, che sta facendo dei servizi per il condominio che tu amministri e che tu devi tutelare, ti metti nelle condizioni di essere ricattabile, perché se fanno un servizio pessimo oppure fuori tempo, oppure non soddisfano i tuoi condomini, tu non puoi alzare la voce perché sei stato pagato; quindi non stai più facendo gli interessi del condominio ,quindi il condominio ti caccerà…

K: … e non puoi lamentarti …

D: … e non puoi lamentarti, non è il mercato e non è il tuo concorrente che è venuto con un prezzo più basso e ti ha fregato  il condominio, ma sei tu  che hai lavorato male e quindi il tuo concorrente, con un prezzo più basso te lo soffia perché tu hai lavorato male e quindi male per male mi prendo uno che costa meno.

K: Chiariamoci una volta per tutte che accaparrarsi qua e là delle bustarelle o delle percentuali non è fare impresa; fare impresa è una abilità basata su un gioco pulito e laddove il gioco non è pulito, non è più fare impresa.

D: E non voglio parlare solo dell’aspetto etico perché non mi interessa giudicarti: se tu vuoi prenderle non mi interessa, ma il punto è proprio imprenditoriale, perché se tu basi il tuo business sulle percentuali che ti danno i fornitori, tu non crescerai mai, perché sarai sempre vincolato a cercare aziende che ti riconoscono qualcosa; quindi sarai sempre alla ricerca di aziende non migliori per il tuo condominio, ma migliori per te stesso.

K: Non solo, ma come fai a proceduralizzare e delegare il processo del prendere la bustarella?  Questo qualcuno me lo deve spiegare e visto che non è delegabile, non è più la costruzione di un sistema che possa un giorno andare senza di te o con un intervento minimo della tua presenza fisica, quindi poter acquisire quella libertà personale tanto desiderata…

D: Perché qui torniamo al punto iniziale, quello della spersonalizzazione perché Luca Ruffino il suo successo lo ha impostato sulla spersonalizzazione. Quindi se tu cominci facendo attività che non puoi spersonalizzare, perché ci devi andare tu dal fornitore a prenderti la differenza, già stai partendo con il piede sbagliato; ci sono una serie di motivi per cui quei soldi che ti prendi adesso che adesso sembrano benedetti in realtà sono la tua condanna ed ogni volta che tu ti metti in tasca la bustarella, stai piantando un chiodo sulla bara del tuo business e questa è la verità – poi fai come vuoi..

 K: Sentiamo cosa ha da dirci l’amministratore di condominio più grande di Italia.

R: quando leggo imprenditore condominiale nella rivista, provo veramente grande gratificazione, perché per una volta, finalmente viene riconosciuto un ruolo. Parlavo questa mattina sul treno  provate a farci caso: quando in televisione si intende denigrare qualcuno, si dice: non è in grado neanche di amministrare un condominio.. E’ feroce questa cosa, perché sono certo che molti  politici non sarebbero in grado di amministrare un condominio, perché il consenso non riuscirebbero ad averlo..

K: Beh, intanto ringraziamo Luca Ruffino per aver parlato in termini positivi del nome Imprenditore Condominiale, e l’intento era esattamente quello di dare un rilievo, di dare una accezione nuova a questa professione, che finora si è sempre svolta in modo professionale, da libero professionista ed ecco perché il nome imprenditore condominiale non è casuale: va a colpire proprio quell’aspetto là, cioè non è più e non ci stanchiamo di dirlo One Show Man, ma è un imprenditore a capo di una struttura e sentirsi dire l’apprezzamento dell’amministratore di condominio più grande d’Italia, a distanza di soli 5 mesi dall’uscita del primo numero del magazine, è una fonte di soddisfazione e ce la prendiamo volentieri.

 D: Inoltre un’altra cosa di cui abbiamo discusso con Luca a telecamere spente molto interessante è stata che il termine amministratore di condominio riconduce le persone e riattiva dei pensieri che vengono dal passato ossia da quelle esperienze negative avute nel passato, avendo a che fare con amministratori di condominio un poco improvvisati, perché all’inizio questa professione veniva fatta un po’ alla carlona, non veniva regolamentata bene, e c’erano nel settore tantissime persone che lo facevano diciamo un po’ alla buona.  Per cambiare approccio mentale e ragionamento mentale nei confronti dei condomini, quindi creare nuovi ragionamenti e delle nuove associazioni di idee alla professione, la cosa più logica da fare è quella di cambiare nome alla propria professione e quindi non riconoscersi più nella figura dell’amministratore di condominio ma nella figura dell’imprenditore condominiale, perché si dice al tuo condomino che sei un imprenditore condominiale, l’approccio e la serie di pensieri che vengono nella mente della persona che ti ascolta è completamente diverso: sta parlando con un imprenditore, che ragiona da imprenditore e si comporta come tale.

K: La sola affermazione fa scattare nella persona la domanda: perché? E questo è fondamentale: già che si sta domandando perché mi ha detto così e perché è diverso, fa sì che lui si attiva per ricercare un motivo per spiegarselo e tu starai lì pronto per comunicare la tua idea differenziante rispetto alla concorrenza. 

R: Io credo che  oggi il  3,5-4% del PIL ruota intorno al condominio: oggi grandi gruppi imprenditoriali vedono il condominio ed i condomini, come opportunità di business, perché alla fine tu  detieni la conoscenza di n persone all’interno di un condominio, che ti hanno affidato la gestione del loro condominio e mensilmente o trimestralmente ti versano dei corrispettivi e tu devi erogare un servizio e quindi hai un rapporto  di tipo privilegiato con loro[…]devo dire che la storia questa insegna[…]Quindi ognuno a mio avviso dovrebbe fare una piccola marcia indietro, rimettersi in discussione, creare momenti di aggregazione e cercare soprattutto di aumentare il numero, l’entità del patrimonio gestito, per andare a condividere i costi,  per andare a ottenere condizioni favorevoli da parte dei fornitori, per garantire anche al condomino una solidità aziendale che è molto spesso oggi non hanno.

D: Ecco, qui ha parlato di due aspetti davvero importanti: uno quello dei grandi gruppi imprenditoriali che in un modo o nell’altro si stanno muovendo perché sono interessati a quel 2- 3 % del PIL italiano  che sono miliardi di euro che ruotano intorno all’amministrazione condominiale e per quanto si possa dire che già ci hanno provato e non ci sono riusciti, non mollano, perché sono tanti miliardi di euro  ed è un po’ sciocco pensare che un mercato così venga lasciato …

K:…  In mano ai singoli diciamo così;

D: Esatto,  diciamo cosi in mano ai singoli amministratori di condominio e nessuna azienda molto strutturata, nessun gruppo ci si infili dentro;  se non si sono riusciti fino adesso è perché le grandi aziende sono elefantiache, si muovono lente, quindi per mettersi d’accordo sulla strategia e su come metterle in atto sono molto lente, perché magari sono gruppi che muovono milioni di euro.

K: Ma questo non vuol dire che non faranno tesoro delle esperienze negative che hanno fatto e che stanno facendo, per poi aggiustare il tiro e tornare di nuovo. Il fatto della loro lentezza è una opportunità per il piccolo, che può nel frattempo strutturarsi e prendersi la sua fetta di mercato ed affermarsi e fidelizzare i clienti.

D: Questo è assolutamente vero perché anche che se entrano sul mercato, non è detto che si prenderanno tutto il mercato: daranno fastidio, sì, spazieranno via quelli improvvisati, sì, ma se tu adesso ti organizzi, crei il tuo posizionamento e ti metti sul mercato con una bella idea differenziante e spieghi ai tuoi condomini perché devono scegliere te e non qualcun altro e crei una struttura dietro imprenditoriale che ti permette di crescere e mettere a scalare la tua azienda allora sì che potrai dire la tua, con molta soddisfazione ed un’altra cosa che ha detto Luca Ruffino chiudendo l’interesse di questi 4 minuti, e in realtà intervista dura 40 minuti e questo è un estratto, l’ultima cosa che ha detto è stata quella di fare un passo indietro. Io a volte sento degli amministratori che gestiscono 4 condomini di cui uno è quello in cui abitano e sono di una arroganza inspiegabile,  ch ti vogliono spiegare come funziona il mondo e loro hanno capito tutto. Quando un amministratore che gestisce 60.000 unità immobiliare ti dice di fare un passo indietro e mettersi in discussione: questo è l’approccio che si deve avere e dice anche di fare squadra-  cosa molto importante e che stiamo dicendo in questi giorni proprio sul gruppo telegram, – dell’importanza di fare squadra. Come si fa a squadra? Perché qualcuno ha chiesto: alza il telefono, chiama colleghi di zona, trova colleghi che la pensano come te, che ragionano come te, che hanno quella tua visione imprenditoriale, se non ce l’hanno fargli conoscere imprenditore condominiale il Magazine così iniziano a cambiare la loro cultura e cominciate a fare il gruppo, fronte unito verso i fornitori per pretendere delle condizioni economiche che vanno a vantaggio dei condomini e per pretendere un trattamento di lavoro eccellente. Perché solo in questo modo puoi fare la voce grossa rispetto a un fornitore, perché se sei un piccolino, il fornitore ti tratta del piccolino; mentre quando invece fai fronte con altri colleghi e porti  in gruppo 200 condomini,  è  ovvio che non può  permettersi di fare degli errori con nessuno di quel gruppo, di quel piccolo gruppo di amministratori, perché perderebbe di colpo 200 condomini e non dobbiamo fare necessariamente gruppi da 600 amministratori che muovono milioni di euro, ma anche cinque amministratori che chiamano insieme un singolo fornitore, sono una bella forza rispetto  a un singolo amministratore; quindi un passo indietro, umiltà, fare squadra e studiare su come creare una azienda in modo imprenditoriale..

K: Il punto è questo: torniamo sui fondamentali del perché è nato il progetto Imprenditore condominiale, che è nato proprio perché c’è una mancanza evidente della capacità e c’è una ignoranza incredibile su come proporsi sul mercato, perché bene o male tutti fanno le stesse cose, tutti si propongono allo stesso modo, e se andiamo a leggere le presentazioni sui siti, quando ci sono, degli amministratori di condominio, tutti si chiamano studio più il cognome, tutti si chiamano studio più le iniziali, e come fa il povero condomino a fare la propria scelta??

D: … Sul prezzo!! Siete tutti uguali e quindi Io scelgo sul prezzo.

K: Bene, chi  segue Vendicatori condominiali, questa puntata, chi segue il progetto Imprenditore condominiale, ha la possibilità di imparare a differenziarsi sul mercato e comunicare questa differenziazione al mercato, acquisire i nuovi condomini, più condomini a prezzi che lui in partenza ha deciso e a prezzi decisamente superiori al mercato, perché prima di proporsi ha già studiato il mercato e sa già a chi si rivolge, per cui il suo messaggio sarà chiamato e sarà in grado di spiegare al condomino il perché non deve guardare al prezzo, ma deve guardare ad una promessa di servizio, di soluzione di un determinato problema, a cui quel tipo di Target e quel tipo di condomino è sensibile.

D: Queste strategie le vedremo insieme al corso più condomini che faremo il primo giugno e se deciderai di non venire a questo corso, devi sapere che ci sono tanti altri colleghi tuoi che magari sono vicino a te, che invece vengono al corso e impareranno queste strategie e le metteranno in campo acquistando nei tuoi confronti un vantaggio incredibile, perché tu sei rimasto a fare le stesse cose che facevi ieri mentre lui ha studiato e sta applicando cose che ti sverniciano- come si dice dalle nostre parti. Però voglio rispondere ad una piccola ambizione che c’era stata fatta da un amministratore che ha detto il corso è fatto di un giorno solo, a me costa più venire lì, il treno, alloggiare per un giorno di corso.. non mi conviene …se era di 3 giorni venivo. Il punto è proprio questo perché noi siamo imprenditori e non siamo formatori, noi potevamo allungare 47 strategie che sono tantissime e ci ammazzeremo veramente e sarà molto intenso come corso per darvele tutte e  potevamo allungarle e diluirle e facevamo 3-4 giorni di corso, ve lo vendevamo al triplo del prezzo, ma anche lo stesso prezzo non era importante perché non cambia molto, ma vi rubavamo un weekend i tempi, ma quanto vale il tempo? Ma quanto vale anche il mio di tempo? Io non butto un weekend a raccontarvi fregnaccie quando  ve le posso dire in un giorno: il mio tempo vale, non butto tre giorni per allungare una pappardella. Quindi abbiamo deciso di condensare tutto in un giorno perché a quel prezzo, con un giorno solo, hai veramente solo la sostanza di quello che ti serve, e non ti ci metto dentro luci colorate e balletti scenografici.

K: Il punto è che non diamo valore solo al nostro tempo ma anche al tuo di tempo, perché è fondamentale e non c’è da diluire ma c’è da fare pratica, dire le cose pratiche senza diluire…

D: Perché io e Kostantin  ne abbiamo fatto tanti di corsi… da ieri, da chi sta dietro i banchi e quante volte mi ha dato fastidio rendermi conto che stavo perdendo tempo, perché il corso che stavamo seguendo in realtà era stato diluito e noi abbiamo rispetto del tuo tempo; quindi dato che da studente questa cosa mi ha dato molto fastidio, quando sto io dall’altra parte, non voglio assolutamente metterti nella condizione di dire: carino il corso però certo potevano raccontarci tutto in un giorno invece lo hanno allungato e sono cose fastidiose sopratutto  sono antieconomiche per te che sei lì un weekend e potresti lavorare, potresti passarlo con la famiglia e utilizzare quel tempo che in realtà ti staremmo prendendo in modo ingiusto per fare altro, invece non scegliamo di condensare tutto in un giorno. .

K:Bene, a questo punto io concluderei dicendo di abbonarsi al Magazine imprenditore condominiale che sta uscendo la prossima settimana ed essere sicuro che prenderai la tua copia. La tiratura del magazine è passata da 1000 copie a 1500 e adesso con questo numero sale a 2500, perché ogni volta non ci sono bastati ed  il bello è che siamo stati contattati da diverse associazioni di amministratori di condominio che davano per scontato che nel magazzino avessimo centinaia e centinaia di copie che prendevano polvere: in realtà ogni volta li abbiamo esauriti e tanto è vero che  del primo numero del 2019, adesso dovremmo fare una ristampa.

D: Inoltre il numero che sta uscendo ad aprile è così tanto pieno di contenuti e ci sono così tante rubriche interessanti da inserire, che abbiamo aumentato il numero di pagine e siamo passati da 48 pagine a 64 pagine e sarà un numero veramente speciale, una bomba. Per questa puntata è tutto.. mi raccomando seguite i consigli di abbonarvi al magazine se non lo avete fatto, iscrivetevi al corso se non l’avete fatto, continuate a seguirci mettete  i like al podcast  se vi è piaciuto,  condividetelo e alla prossima. Ciao

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