Amministratore ricco, Amministratore povero

D: Benvenuti a I vendicatori condominiali; la puntata di oggi si chiama: Amministratore ricco, amministratore povero. Io sono David Campomaggiore.

 K:Io sono Kostantin Zavinovskij.

D: Questa mattina stiamo registrando il podcast a differenza delle altre volte che lo facciamo generalmente di sera o anche di notte, abbiamo scelto di farlo  di mattina ed è stata una scelta infelice,  perché abbiamo un sonno..  Diciamo che non siamo proprio delle allodole che si svegliano all’alba ecco..

K: E’ un disastro quindi se ci stai ascoltando di primo mattino,  ti capiamo molto, molto bene.

D: Sei un eroe già che ti svegli  di mattina e sei produttivo; io prima che carburo ci metto un po’. Comunque prima di entrare nel vivo dell’argomento di oggi, vorrei chiederti Kostantin: Ma i vendicatori condominiali, chi sono questi personaggi che non abbiamo rappresentato nella copertina: tu chi saresti? 

K:Non lo so. .

D: Perché dovete sapere che ho scoperto solo tardi, dopo che io avevo proposto il nome i vendicatori condominiali, io sono Iron Man, tu sei Capitan America e lui che annuiva come una mucca che guarda il treno che non capiva assolutamente di cosa stavo parlando, ma l’ho capito solo dopo perché si vergognava di dirmi che non aveva visto neanche un film della Marvel… e lui non sa chi è Capitan America!

K: E siccome non ci credevo che ero l’unico, sono entrato in ufficio con 14 dipendenti e gli ho chiesto: Ragazzi, ma li conoscete i film della Marvel? E mi aspettavo che qualcuno dicesse di no, ma in realtà tutti in coro hanno risposto di sì ed io me ne sono andato con la testa bassa.

 D:È vergognoso, va bene andiamo avanti; comunque oggi parliamo di amministratore ricco, amministratore povero e abbiamo ovviamente parafrasato il libro di Robert Kiyosaki – Padre ricco, padre povero- un Must dell’educazione finanziaria che ha venduto milioni di libri in tutto il mondo e se non lo hai mai letto, una lettura dagliela, perché è interessata e apre un po’ la mente. Abbiamo preso un po’ il nome da quel libro e ci siamo lasciati ispirare per affrontare un argomento un po’ delicato, cioè per quale motivo ci sono amministratori ricchi e amministratori poveri? Gli amministratori non sono tutti uguali? Quindi c’è differenza tra un amministratore del Nord e uno del sud? E tra un uomo e una donna? Oppure la differenza è tutta in come ti percepisci, come ti comporti, come ti proponi sul mercato, le scelte che prendi, il coraggio che hai, gli obiettivi che hai scelto di voler raggiungere: ne parliamo oggi durante questo podcast.

K: Tutto ovviamente inizia dalle scelte che fai. Ma le scelte che fai sono determinate dalla visione del mondo che tu hai. Non a caso Kiosaky  ha fatto questa bicotomia tra il padre povero ed il padre ricco..

D: C**** vuol dire bicotomia?? Sei troppo acculturato: parla più semplice..

K: Diciamo questa decisione duplice tra il padre povero e il padre ricco che questo personaggio da protagonista del libro si trovava ad ascoltare i consigli dell’ uno piuttosto che dell’altro e si vedeva chiaramente che la visione del mondo attraverso i consigli che dava l’uno e che dava l’altro,  riflettevano in un caso la limitazione proprio che uno si imponeva e l’altro che ragionava in termini diversi quindi di apertura e di opportunità; quindi il primo argomento da affrontare è sempre quello legato di fronte ad un problema come ti poni? Ti poni in termini di concentrarti sul  problema, il perché, quindi vai ad approfondire, approfondire quindi rimani mischiato nel problema oppure dopo un certo periodo di tempo, preso atto del problema, ti riattivi e indirizzi le tue energie sulla soluzione quindi sull’opportunità che quel problema fondamentalmente buone. Adesso traducendo questo in termini del mondo dell’amministrazione condominiale, il punto  è che molti amministratori hanno delle difficoltà che li accomuna può essere visto si come un problema strutturale, ma può anche essere visto come una opportunità perché il primo che riuscirà a risolvere questo problema strutturale e a uscire dalle solite logiche che guidano gli altri colleghi,  molto probabilmente anzi sicuramente vincerà sul mercato..

D: Sì, diciamo che tutto quello che ho visto parlando con gli amministratori che fa la differenza tra un amministratore e un altro, è come si pone lui di fronte ai problemi che incontra, problemi di lavoro, problemi strategici, problemi pratici: tutto sta nell’approccio mentale di come ci si pone, per creare ovviamente una nuova opportunità. Anche io personalmente  ad es. in passato ho avuto delle difficoltà e quando non riuscivo ad uscirne fuori è perché mi concentravo sulla difficoltà e non sulla soluzione al problema, quindi ero chiuso mentalmente su quel problema anziché cercare di vederlo da una angolazione diversa. Per esempio nel mio settore in cui ho iniziato a fare l’imprenditore che è quello dell’oro, all’inizio avevo molta difficoltà a crearmi spazio perché il problema di base era la fiducia delle persone ed era difficilissimo conquistare la fiducia delle persone era difficilissimo conquistare la fiducia delle persone, c’era moltissima diffidenza. Ti ricorda qualcosa questa storia della diffidenza? Forse Ruffino nell’intervista che parla della diffidenza che i condomini hanno nei confronti dell’amministratore e il  ruolo dell’amministratore deve essere quello di abbattere la diffidenza e conquistare la fiducia. Io avevo lo stesso problema e quando mi concentravo solo sul problema non riuscivo ad uscirne fuori perché continuavo a farmi paragonare mele per mele con i miei concorrenti. Quindi in realtà ero solo l’ennesimo che voleva attrarre i clienti senza dare qualcosa in più a loro. Quando ho cambiato punto di vista  ovviamente ho trovato la soluzione e ha fatto la mia fortuna. .

K: Faccio un esempio concreto nel senso che ad esempio so che tu lavori in questo settore ma nella mia ignoranza, nella mia visione le cose sono molto semplici: io ho dell’oro da vendere quindi vado da un Compro Oro piuttosto che da un altro e fondamentalmente quello che mi dà di più gli cedo l’oro: che c’è di più semplice? Su cosa è che potresti fare il marketing in questi termini? Qual è stata la tua soluzione a questo problema, perché fondamentalmente sembrerebbe… Siete tutti uguali!

D: Ed effettivamente hai ragione: a vederli da fuori i  Compro Oro sono tutti uguali, tu entri  in un negozio, hai dell’oro da vendere e quello che ti dà di più vince; ma in realtà non è proprio così o meglio è così se vuoi porti così e se tu ragioni come tutti gli altri. Dove ho trovato io la mia chiave di volta? Ho scelto un target  – cosa che puoi fare anche tu come amministratore – ho scelto il target delle persone paranoiche. Chi definisco paranoiche? Le persone che avevano paura di essere imbrogliata perché io ero supportato da tutti i media che dicevano che i compro oro imbrogliavano le persone e mentre prima cercavo di  contrastare questo fenomeno, di dire che non è vero, ho iniziato a dire: sì è vero. Ecco perché lo fanno, ecco come tu puoi evitare di essere imbrogliato, ecco perché io non ti imbroglierò: usa le tecniche che ti do contro di me e vedrai che non ti imbroglio. Le persone abbassavano così tanto  la diffidenza e si fidano di me che sceglievano me a prescindere poi dal trattamento economico che gli facevano e non erano più interessati al mero prezzo, ma sceglievano me per la fiducia e ho delle persone che sono venute a Roma partite dall’Umbria, venute a Roma a vendere oro e tornate in Umbria – ovviamente era una transazione abbastanza importante per giustificare il viaggio – ma questo  mi ha fatto molto piacere e questo non è stato l’unico caso e c’è gente che si è fatta un’ora / un’ora e mezza di macchina per venire da me: avranno incontrato altri 20, 30 50 negozi prima di me ma hanno scelto di venire da me perché avevo abbattuto la diffidenza e se tu lavori nello stesso modo, non ti dico di usare lo stesso angolo di attacco, non   sto dicendo questo ma ti sto dicendo che se tu cambi il problema e lo approcci da un altro punto di vista e lo vedi come una opportunità, quello che ti  sembrava il problema poi diventerà la chiave del tuo successo.

K: Nel nostro piccolo possiamo fare l’esempio di Giancarmine che invece che contrastare il problema della diffidenza, del condomino ha creato sul proprio sito la guida per i condomini su come scegliere l’amministratore quindi ha un po’ fatto, in un certo senso, la stessa cosa che ha fatto David:  ha dato gli strumenti magari posti non in termini troppo tecnici, ma degli strumenti per la valutazione della scelta dell’amministratore di condominio: Questa può essere una delle strade da seguire.

D: Diciamo che io quando l’ho fatto come faccio sempre le cose tutto calza 100% e ci sono andato molto pesante ed ho scritto un blog con 60 -70 articoli che è diventato il più seguito d’Italia e fa 30000 visite al mese ed ovviamente ero pronto a subirmi una serie di critiche, perché poi ovviamente quando vai a dare fastidio è ovvio che ti esponi però da una parte ho avuto le critiche e dall’altro ho avuto una serie di tanti colleghi in Italia  che mi dicevano bravo e mi appoggiavano, quindi una cosa carina. C’era un Compro Oro di Vicenza, che mi aveva chiesto posso scrivere sulla lavagna all’interno del negozio degli estratti dal tuo libro? Mi ha detto: ti cito. Ed io ho detto, mi fa piacere e mi mandava la foto e aveva una lavagna magnetica con il pennarello  e di tanto in tanto cambiava le frasi che metteva su quella lavagna e utilizzava delle citazioni del mio libro citandomi – un concorrente che poi era un collega di un’altra città. Quindi quando lavori in un certo modo, sai bene che ti prenderai delle critiche e prenderai delle carezze, delle pacche sulle spalle: Quelle fanno piacere, le critiche un po’ meno però fanno parte del gioco.

K: Fanno parte del gioco ma quello è esattamente che ti ha permesso di farti scoprire da Rai… qualcosa?

D: Sì che grazie a tutto questo tipo di marketing sono andato su Rai 1, ad una trasmissione che si chiama Il tempo che fa mi sembra.. nemmeno me lo ricordo …  su il Sole 24 ore, su una quindicina di testate giornalistiche, a  Sky news, il mio libro ed il mio martketing hanno lavorato veramente,  tu poi quando lavori bene ovviamente si genera tutta una serie di situazioni, che fanno bene al tuo lavoro.

K: Perfetto; quindi sto tornando a noi hai trasformato un problema in una opportunità e anziché concentrarti sul problema ti sei concentrato sulla soluzione.

D:Un’altra caratteristica che distingue molto bene un amministratore ricco da un amministratore povero è come vede una uscita economica: come un costo o come un investimento perché è molto importante questo aspetto; se vedi qualunque tipo di uscita economica come un costo, è ovvio che cercherai  di spendere sempre il meno possibile perché qualunque tipo di esborso per te sarà una passività; diverso se riesci a capire che quella uscita è si un costo in quel momento ma è un investimento perché potenzialmente può generarti molto di più.

K: Sì chiaro che non tutte le spese sono investimenti ma se il tuo pensiero limitante è che qualsiasi spesa diventa un costo, è chiaro che poi dopo  le scelte del non pago un collaboratore oppure lo pago ma proprio nel momento in cui già mi sono fatto del male quindi sto vivendo male, ho uno stress enorme che poi dopo magari riverso sul collaboratore che ho scelto, guarda caso il collaboratore dopo un po’ se ne va perché non regge magari il tuo atteggiamento negativo.  Eccetera eccetera, non acquisto magari dei supporti informatici che costano un po’ di più, ma che magari danno di più, perché qualsiasi spesa è un costo; cambiare esattamente come nell’esempio precedente del problema e soluzione, il punto di vista inizia a fare la differenza e farti fare scelte diverse, per cui quella spesa diventa un investimento, quella persona in più che tu introduci nel tuo studio diventa una risorsa a cui delegare tutte quelle attività di poco valore,  che ti permettono di non essere quello che fa magari il lavoro da €10 l’ora, ma concentrarti già su delle attività che ti fanno ma molto semplicemente 20 o €30 l’ora.

D: Certo questo non significa che dovete mettervi dal balcone tirare banconote come Belfort da The Wolf of Wall Street che le tirava dalla barca, ma significa capire quando un esborso economico è un investimento e quando lo è,dovete farlo perché se sta  nel vostro piano economico e potete permettervelo è da stupidi non investire perché quell’investimento genererà una crescita ed una rendita futura che vi permetterà di crescere ancora e di generare ancora più soldi da reinvestire nuovamente. Faccio l’esempio di un amministratore che ci ha fatto un po’ la corte all’inizio quando siamo usciti con il Magazine e diceva: coinvolgetemi, mi interessa, voglio seguirvi…

K: Qualsiasi cosa fate avvertitemi.. io ci sto.

D: Poi non è che noi ovviamente ci mettiamo lì amministratore per amministratore a fare la vendita dell’abbonamento per dire, però non si era neanche abbonato però vabbè non fa niente e lui dice: Comunque vi voglio seguire…È stato poi un nostro collaboratore che l’ha sentito per il corso di condomini del primo giugno perché era un amministratore che ci ha detto contattatemi per qualsiasi cosa io ci sono e abbiamo detto al nostro collaboratore sentilo perché magari si è perso il lancio del corso e voleva essere avvisato, avvisalo visto che c’è il corso così magari viene e la sua risposta è stata: Beh, sì interessante.. calcolate che è di Roma quindi non aveva nemmeno la trasferta, … però sai a un costo di €87 è un po’ troppo.

K: Beh all’epoca €87 era il prezzo lancio che avevamo scelto proprio per dare la possibilità praticamente ai più veloci, a quelli che decidono velocemente appunto, di frequentare questo corso ad un prezzo veramente stracciato.. eppure  lì, probabilmente anche se facevamo solo €27 non si sarebbe comunque iscritto perché nella sua testa qualsiasi spesa è un costo a prescindere ..quindi in quel momento quando deve fare l’esborso qualcosa nella sua testa si blocca  e gli impedisce di vedere l’opportunità.

D: A me dispiace per lui perché poi è una brava persona, ma rimarrà un amministratore povero e chiariamo bene amministratore ricco, amministratore povero non è un paragone di quanto guadagni, di quanto hai sul 740 della dichiarazione, ma è proprio un modo di vivere,  un modo di lavorare,  un modo di godersi la vita con i frutti del tuo lavoro e purtroppo se ragioni così non andrai molto lontano anzi secondo me non andrai da nessuna parte..

K: E molto semplicemente  andrai avanti a lamentarti che la vita è cattiva, che i condomini sono cattivi, lo stato è cattivo,  le associazioni non fanno niente prendono solo le quote associative, non ti aiutano, sarà sempre colpa di qualcun altro …

D: E secondo me ce lo troviamo anche a qualche conferenza di terrapiattisti..

K: Bene, visto che abbiamo toccato l’argomento formazione anche qui c’è una serie di preconcetti, per esempio quello della tanto osannata professionalità, quindi è come se quello studente modello che se prende ottimi voti in automatico ha il successo, il posto ottimo di lavoro assicurato. Ecco, sembra che qualcosa del genere stia accadendo anche nel mondo condominiale, dove  uno è molto, molto concentrato sulla parte della formazione tecnico normativa per cui se conosce il codice civile relativo al condominio a memoria, piuttosto che le ultime sentenze fatte, ritiene di essere amministratore migliore, quindi che merita di avere un compenso superiore. Purtroppo la realtà dei fatti non è proprio quella, perché?

D: Il perché è abbastanza intuitivo: perché possono insegnarti molto bene come fare il tuo lavoro, ma se non ti insegnano come vendere il tuo lavoro e la tua professionalità nessuno la comprerà; quindi la formazione istituzionale è un elemento essenziale per il tuo lavoro, ma non è l’unico, perché se sei molto preparato tecnicamente te la canti e te la suoni da solo e nessuno comprerà la tua grande preparazione: devi affiancare alla tua formazione istituzionale indispensabile, anche una formazione professionale  imprenditoriale che puoi avere di innata natura o perché guardi qualcuno più bravo di te, lo emuli e cerchi di fare come lui, quindi frequenti imprenditori che ragionano in un certo modo; Jim Rohn nato nel 1930 diceva siamo la media della 5 persone che frequentiamo di più quindi un modo anche per crescere imprenditorialmente è anche quello di frequentare imprenditori e pure questa formazione imprenditoriale te la prendi attraverso ulteriori corsi di formazione così come hai fatto per la formazione istituzionale. Però è importante capire che la ricchezza è lì, nel connubio delle due formazioni perché una sola delle due non ti porta da nessuna parte ..

K:Perché la prima formazione, quella delle normative tecniche ti porta ad essere un ottimo professionista, ma sconosciuto o quantomeno non apprezzato per il valore reale che tu hai, perché un conto è il valore reale, un altro conto è far percepire questo valore ai condomini; e sono due componenti differenti e questo per poterlo fare è il tema della Formazione altra, diversa da quella istituzionale a cui sono abituati tutti gli amministratori. D’altra parte è chiaro che se prendi uno che sa vendersi bene, ma non ha la sostanza alla base,  neanche lì va bene ed il connubio come ha detto David delle due cose, porta ad essere vincenti.. Quindi tornando a prima problema,  soluzione, costo, investimento, formazione istituzionale e formazione imprenditoriale.

D: Diciamo anche che ci sono degli amministratori che hanno avuto grandissimo successo a livello imprenditoriale e come hanno fatto se non c’era effettivamente una formazione imprenditoriale dedicata a loro per crescere? Perché magari avevano già di loro, dentro il proprio DNA una certa predisposizione a certi ragionamenti, certi modelli di comportamento e a certi filtri quando c’erano dei problemi; quindi possiamo ammetterlo: non è colpa tua se fino adesso non hai avuto un grandissimo successo a livello imprenditoriale perché ti hanno sempre e solo formato  come un grandissimo tecnico, però sono competenze che si possono imparare.

 K:Guarda vorrei proprio chiarire un altro aspetto, perché molto spesso si sente parlare di amministratori che gestiscono un certo numero di condomini che può essere 50, 80.. Comunque già stiamo intorno ai 2500 o 3000 unità immobiliari, che poi giustamente muovono un volume di lavoro, flusso di denaro sufficiente per dare da mangiare ad altre aziende che ruotano intorno al mondo condominiale, come può essere la ditta delle pulizie, la ditta edile, ecc. Quindi cosa succede? Capiscono che c’è il mercato per cui aprono una società di pulizie e la intestato alla moglie, figlia o al fratello che poi segue tutti i lavori di questo condominio; va bene è un’azienda ma non è proprio la capacità di fare l’azienda quella, perché la capacità di fare l’azienda vuol dire andare a rispondere ad un bisogno di una pluralità di soggetti e poi la capacità di attrarli a sé, creando una base solida per l’azienda. Cosa succede in questo caso invece? È un po’ come prendere l’appalto, costruire l’azienda per l’appalto pubblico di una certa entità e poi chiudere l’azienda e la stessa cosa anche qui: quindi è tutto anche qui magari replicato in scala un po’ più ampia ma comunque tutto il lavoro…. Il cane di David che russa..

D: Ho un  Bulldog che di tanto in tanto si sollazza …

K: Beh concludendo il ragionamento se anche le aziende satellite che stai creando ruotano e hanno come lavori soltanto il tuo pacchetto di condomini, capisci bene che di nuovo è tutto incentrato su di te e se domani manchi, porti in rovina anche tutte le persone che ruotano intorno a te e non è proprio quello la capacità di fare impresa…

D: Ma vogliamo dire che con questa puntata abbiamo superato i 1000 ascolti ed i400 download? Quindi grazie a tutti per questo grande supporto che state dando al podcast; era cominciato quasi per gioco questo podcast … cominciando a parlare così a briglia sciolta davanti al microfono e in realtà abbiamo visto che moltissimi lo stanno apprezzando,e ci seguono. Quindi abbiamo superato i 400 download nello specifico in questo momento siamo a 1034 ascolti. Quindi grazie, grazie ancora

K: Sì, grazie a tutti quanti chi ci ha ascoltato in queste dieci puntate, anzi questa è l’undicesima.

D: E con questo concludiamo la puntata rinnovandovi il consiglio di continuare a seguirci, di condividerlo con i vostri colleghi e alla prossima.

K: Alla prossima, Ciao.

D: Ciao

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