Cosa ti aspetta nel 2022 ( con un ospite speciale

D:  Benvenuti al podcast I vendicatori condominiali. La puntata di oggi si chiama: Scopri cosa ti attende nel 2022. Io sono David Campomaggiore..

K: Ed io sono Kostantin  Zavinovski.

D:Oggi abbiamo un ospite speciale che parlerà proprio di questi argomenti e ne parlerà con noi…

K: E’ l’Adamus no.. come si chiama?

D: Il Nostradamus… quello è Amadeus che  è un altro…

K: … Degli amministratori di condominio.

D: Nostradamus perché?  Perché 20 anni fa aveva fatto delle previsioni che si sono poi realizzate e siamo qui oggi per parlarne proprio con lui..

F: Buongiorno grazie per l’invito.

D: Stiamo parlando di Francesco Di Castri. Ne parliamo con te perché? 20 anni fa cosa avevi detto?

F: 20 anni fa avevo fatto un’ analisi semplicissima, quella che si può riscontrare in tutti i settori – ovvero quello che capita nel resto del mondo  in Italia arriva con un determinato ritardo, ma prima o poi accade – e mi ero semplicemente domandato se è possibile che questa figura di amministratore     possa attraversare le ere, perché di fatto  aziendalmente voi mi insegnate che stiamo passando non periodi continui  ma stiamo per fare il salto esponenziale e questo succederà anche nel mondo del condominio quindi già 20 anni fa mi ponevo delle domande e sono andato a cercare delle risposte che ho trovato incidentalmente in un caso e mi trovavo negli Stati Uniti del 2001, e il 31 agosto mi trovavo sulle Torri Gemelle tra l’altro e li ho capito che la gestione degli immobili ha dei margini di sviluppo impressionanti e mi sono ho mandato semplicemente: Ma fammi capire che possibilità ci sono che tutte questo accade nel mio Paese?   Sono andato a cercare risposte un po’ più vicino,  sono andato oltralpe e sono andato a studiarmi il caso di Next city, i contratti alla borsa di Parigi oggi fatturano più di 3 miliardi di euro e quindi mi sono domandato: Ma possibile che le Alpi facciano una così grande differenza? Ed ho cominciato ad immaginare anche e anche ad osservare alcuni fenomeni che stavano avendo luogo nel nostro paese e quindi ho semplicemente fatto due più due ed il risultato non poteva che essere quello.

D:Nella tua storia quando noi ne parliamo molto spesso fai riferimento ad una serie di errori che hai fatto e questi errori alla fine ti hanno aiutato ad essere ciò che sei oggi o tornando indietro probabilmente non li rifaresti?

F: Io tornassi indietro cercherei di evitarli perché alcuni sono stati veramente dolorosi però, sì oggi quello che ho, quello che sono è tutto grazie alle grandi sciocchezze che ho commesso. 

K:Beh,  magari tante persone ti conoscono già e ci sono persone che magari non ti conoscono così bene come ti conosciamo noi: facci un piccolo excursus della tua storia e tu hai fatto l’amministratore di condominio per diversi anni e poi hai smesso di farlo.

 F:nel 1992 studente di economia e commercio, mi appassiona il condominio semplicemente perché a casa dei miei la discussione di condominio era oggetto di discussione  molto spesso e l’amministratore veniva dipinto come un soggetto piuttosto incapace e quindi mi ero dato l’obiettivo  di scalzarlo e di sostituirlo. Poi approfondendo mi sono accorto che questo lavoro sconosciuto ai più era in effetti un qualcosa di assai diverso da come veniva interpretato e a quel punto grazie ad una amicizia ho avuto modo di andare a  fare pratica in uno studio, il più grande della città di Prato nella quale vivo tutt’ora e mi sono accorto che effettivamente lì si gestiva soltanto la punta dell’iceberg e pertanto ho cominciato ad applicare le competenze che acquisivo e nel frattempo ero anche praticante  nello studio di un commercialista, quindi approcciavo l’attività condominiale con una visione   condizionata dalle altre esperienze quindi quella universitaria.. Tra l’altro il mio background.. Io sono anche programmatore per cui probabilmente questo coacervo di esperienze mi ha permesso di riguardare a questo mercato vedendo cose diverse da quelle che vedevano gli amministratori del tempo, perché al tempo la media età del condominio supera abbondantemente 55 anni..

K: Bene, quindi sei partito un po’ con la tua storia che rispecchia molte storie di persone che magari si sentivano insoddisfatti dell’operato del proprio amministratore e hanno detto: bene, prendo io la situazione in mano e poi si sono fatti coinvolgere dalla professione. Poi tu non solo ti sei formato per fare l’amministratore ma la cosa che hai fatto ed è un qualcosa che abbiamo suggerito più volte, sei andato dall’amministratore di condominio all’epoca più grande della tua città, dove hai praticamente sul campo attinto alla sua esperienza. Questo è un percorso assolutamente da persona che vuole apprendere non la teoria e ma proprio mettere le mani in pasta e impararlo dal più bravo della zona, quindi complimenti per questa parte. Poi come si è trasformato il tuo operato da amministratore di condominio? Sei rimasto con un’attività incentrata tutta su di te o hai creato una squadra, una realtà imprenditoriale? Come è stato lo sviluppo?

F:  Intanto c’è da dire che ho iniziato.. l’approccio era solo per far fuori l’amministratore e trovarne un altro che fosse all’altezza e che poi c’è stato un piccolo imprevisto e mio padre si trovò a dover cambiare lavoro e quindi non potevo più pascolare tranquillamente con bassi profitti all’università e quindi quella che inizialmente era semplicemente una curiosità, perché io pensavo che avrei completato il mio percorso di studi per l’attività di commercialista poi è diventata di fatto quasi per necessità la mia attività prevalente,  ma d lì  dopo poco ho cominciato ad investire e ho capito che il potenziale era enorme; per cui iniziavo col primo condominio acquisito il 2 gennaio del 93… Quelle sono le date che non si scordano ma invece non ricordo il 115esimo quando l’ho preso quindi questa è l’importanza del primo e la marginalità dell’ultimo; la questione è che già nel ‘97 avevo uno dei più grandi studi del Centro Italia e avevo già una succursale in una località vicina e lì ho cominciato a capire che avevo raggiunto il limite sopportabile per quello che erano le mie capacità del tempo perché mi ero formato come un professionista e mi ero formato in tutti gli ambiti come un professionista: in tutte facoltà di Economia e Commercio non si formano imprenditori in questo Paese- questo l’ho scoperto poi grazie alla fortuna di andare a fare esperienze formative in Inghilterra, Svezia e anche negli Stati Uniti. Quindi abbiamo un sistema formativo sbagliato a tutti i livelli ancora più per gli imprenditori ed è completamente assente. Tra l’altro ho rivestito un ruolo anche in Confindustria nella mia città  e devo dire che formazione imprenditoriale è un concetto abbastanza teorico che non trova riscontri pratici; però venendo a noi, lo studio non cresceva più perché tutto era incentrato su di me poi la fortuna…

K:  Comunque avevi 7 dipendenti …

F: sette dipendenti, o collaboratori dipendenti erano 5 e 2 erano a fatture…  Quindi bisogna contenere i costi e la questione è che la mia fortuna è stata data da una malattia, perché nel momento clou Io tutti i bilanci le avevo spostato al 31 dicembre, il che voleva dire che i primi tre mesi dell’anno erano un po’ l’inferno, ma era anche vero che come tutti gli atleti si preparano per il periodo duro e poi vivono tutto il resto dell’anno; quindi aveva una sua logica, ma di fatto in quel periodo io ho beccato la varicella che mi ha obbligato  a stare a casa per 4 giorni non perché ci sarei stato, ma perché ero butterato in faccia e non potevo presentarmi in assemblea ed io avevo fissato due assemblee al giorno in quel periodo .. quindi fui obbligato perché probabilmente scientemente non l’avrei fatto, di mandare in assemblea i miei collaboratori e il risultato è stato strepitoso, si sono dimostrati tutti all’altezza e i condomini sono rimasti soddisfatti e lì ho capito che si poteva delegare quindi alle volte le disgrazie portano a delle risposte che si sono cercate per tempo. 

K:Guarda io su questo punto mi fermerei un attimino a riflettere e dare l’opportunità alle persone che ci stanno ascoltando di riflettere perché è un passo importante, un po’ è stato il caso, però ti sei reso conto che la macchina, il sistema poteva funzionare anche quando tu   non eri presente fisicamente.

 F:Beh, noi  stiamo parlando, ma la mia azienda sta rispondendo alle attese dei clienti, spero in maniera ottimale ma di fatto sì e questo è un concetto che oggi condiziona tutta la mia vita e tutto deve poter accadere a prescindere da me..

K: E questo è un passaggio mentale molto importante per fare questa trasformazione da libero professionista su cui tutte le attività sono incentrate a imprenditore che si occupa di organizzare delle risorse, decentrare e delegare.

F: Auspico che ci si arrivi non per malattie o disastri perché spessissimo gli amministratori cambiano  solo quando non possono fare a meno di farlo e  a me è successo in questo modo e altri che conosco in altri e  capisco anche il perché ma questo non mi fa cambiare idea: la  mia storia purtroppo non è solo di una ascesa ma c’è stato nel momento in cui l’azienda che ho costituito che si chiama Sinteg, nasce nel 2005 ed io dal 2005 al 2009 mi sono sempre più estraniato dall’azienda.. Prima lo chiamo studio e poi aziende.. e la vedo anche come tale da sempre da quel momento, quindi attenzione perché il problema degli amministratori è che vanno a fare i corsi di marketing e management ma nella testa non cambiano mai e rimangono sempre professionisti  e addirittura in quel momento vanno in conflitto interiore e sono assai meno produttivi di quanto lo erano prima; quindi formazione sì ma con buon senso e con formatori veri e non con venditori camuffati come ci sono in giro. Quindi la questione è che la condivisione, la cooperazione è un qualcosa che l’amministratore affronta con difficoltà, perché teme la fregatura; io le fregature le ho prese, e ho avuto collaboratori stupendi, ho avuto collaboratori fantastici e ho avuto collaboratori umani per cui quando ho lasciato lo studio in mano a quelli che erano i miei collaboratori, nel frattempo diventati soci ed io ho l’abitudine di far diventare soci i collaboratori di valore e tutt’ora nella mia azienda ci sono la responsabile del Contact Center e la nostra operatrice senior che sono socie, e mandano avanti tutto loro, per cui io devo solo supervisionare ..

D: E questo lo confermo perché quando stavamo a pranzo a Bologna ho conosciuto le tue collaboratrici e hai detto davanti a tutti che loro sono anche soce perché dopo un tot di anni di lavoro e di risultati ovviamente …

F: E’ sempre stato così ma anche quando ho lasciato lo studio, i miei dipendenti hanno avuto modo di diventare i miei soci .

K: Questo è un punto importante perché stiamo parlando di saper  fare impresa a livelli avanzati perché molto spesso uno, nel tentativo di mettere su un impresa, non vuole altri soci e invece l’imprenditore, quello che cerca di creare un sistema che lavora a prescindere dalla sua presenza, lo step finale è quello di far diventare i tuoi dipendenti tuoi soci, cioè le persone direttamente coinvolte ed interessate nella crescita dell’azienda, e in quel modo tu sei sicuro che la persona è completamente coinvolta nell’attività e poi la  cura come se fosse la tua.

F: Certo però questo non ti tiene al riparo dai fatti della vita, perché comunque quando io ho abbandonato lo studio avevo 115 condomini gestiti anche molti di grosse dimensioni perché poi quando ho capito come funzionava, neanche mi dedico ai condomini piccoli e quelli li lasciavo prendere magari ai miei praticanti o ai ragazzi… al tempo io ero presidente della  più nota associazione  di questo Paese per la cui alla provincia e tenevo i corsi tutti gli anni quindi ho avuto modo di supportare vari ragazzi che hanno intrapreso quella attività …Le fregature ci sono, perché poi dopo qualche anno uno dei miei soci tra l’altro un carissimo amico, ha preso una sbandata sentimentale ed è diventato meno efficiente e meno efficace e qualche sciocchezza la ha commessa, sciocchezze che tra l’altro sono venute poi a ricadere anche su di me in termini di immagine, però l’altra metà dello studio fortunatamente l’ho lasciata alle mie sorelle che oggi gestiscono uno dei primi 3 studi della provincia e quindi è stato un costo altissimo ma che sapevo che avrei potuto pagare e l’ho pagato e ce l’ho fatta e quindi quello che posso dire a chi si trova di fronte al bivio: che faccio delego e rischio oppure mi tengo tutto in proprio e Dio mi aiuterà? Dico rischiate cercate di calcolare il rischio, siamo umani, per cui questo collaboratore era una persona capacissima, era sicuramente all’altezza e i fatti della vita lo hanno portato a prendere un equilibrio personale che poi ha condizionato anche il lavoro ma vi posso dire che tutti quelli che conosco che non hanno mai delegato sono ancora lì che ci pensano.

K:  Il rischio è il punto centrale nelle scelte imprenditoriali e in realtà delegare è un rischio sì ma non delegare è anche un rischio perché se tutto è incentrato su di te…

D: Non delegare è una certezza che le cose non andranno più in un certo modo, perché non è più un rischio e sai che più di tanto non potrai fare, sai che determinati errori li farai perché tutto tu non puoi fare e poi prima mi hai fatto sorridere quando hai parlato della malattia che ti ha portato poi ad una cosa positiva, perché ieri parlavo con un’amica americana che mi ha detto una frase come fanno quelli americani con dei modi di dire che non capisci una mazza se non te li spiegano e ha usato un termine è blanking in the Skies che significa proprio  quando ti accade un qualcosa e tu in quel momento non sai renderti conto che ti porterà del bene o del male successivamente e in questo caso una cosa che sembrava una cosa negativa, in realtà è stata poi….

F: …  Mi ha aperto le vedute assolutamente perché è stato il salto di qualità, altrimenti non avrei mai lasciato lo studio il certo per l’incerto per poi far crescere Sinteg e quindi consiglio di sperimentare. 

K:Bene, abbiamo ripercorso un po’ la tua storia Francesco e torniamo un attimo al tema principale cioè abbiamo parlato del fatto che 20 anni fa già prospettatavi quello che sta accadendo adesso: cos’è che sta accadendo in questi anni nel mondo dell’ amministrazione condominiale? E come lo vedi l’amministratore di condominio e l’ambiente in cui opererà l’amministratore di condominio tra non molti anni – non stiamo parlando tra 10 anni ma del 2022?

F: In breve ti dico quello che non è accaduto negli ultimi 50 anni che sta accadere nei prossimi cinque: il 2022 è una data importante perché è l’anno di quotazione in borsa di SIF Italia – mio grande cliente e mio partner per alcune iniziative.  Perché il 2022? Perché questo fatto sarà al di là di quello che SIF  Italia rappresenta già di per sé quindi la realtà più importante di questo mercato e che sarà la rondine che fa primavera, quindi sarà un indicatore che creerà Benchmark, che creerà Key History, che creerà Key Study e quindi aprirà le porte a tutti gli  altri che si stanno guardando perché quello che sul mercato non si sa è che posso solo accennarvi è ci sono varie aziende che stanno lavorando per mettere a sistema questo mercato fatto da una nicchia assolutamente disorganizzata ed incoerente e dissoluta e queste realtà condizioneranno inevitabilmente il mercato; i leader del mercato e delle proprie piazze non devono temere ma questa cosa porterà ad un cambio di standard per cui quello che oggi pare innovazione e pare il vantaggio competitivo poi sarà alla portata di tutti e le piccolissime realtà non potranno permettersi di mantenere certi standard, quindi sicuramente un mercato selettivo e ipercompetitivo.

K: In qualche nostra conversazione privata tu avevi detto che 20 anni fa quando tu parlavi di questi temi le persone ridevano:noi lo abbiamo sperimentato 7- 8 mesi fa quando siamo usciti con Magazine imprenditore condominiale e parlavamo appunto di questo tema e le persone ridevano ma a distanza di solo 6- 7 -8 mesi non so cosa sta succedendo ma no ridono più.

D: Tra l’altro iniziano a utilizzare il termine   imprenditore condominiale prendendo per assunto il fatto che è questo il futuro dell’amministratore e sembra un po’ strano che siano arrivati così tardi, nonostante qualcuno come te già ne parla da 20 anni.

F: Non sorridevano e basta, mi offendevano apertamente per cui i primi eventi 2004 un convegno che al tempo ho fatto anche in collaborazione con la mia associazione c’è chi si alzava proprio urlando dicendo queste sono fandonie idiozie e addirittura arrivò a tutti i miei colleghi di Prato una lettera anonima che mi diffamava,  dicendo che era un ciarlatano, una serie di cose che vi lascio immaginare però non ho mai dato peso ai pareri degli altri per cui è stato solo un momento io sono sempre andato dritto per la mia strada anche perché ero forte di conferme, che io ricevevo e che purtroppo perché alle volte   pensate mi trovo in condizioni che incontro qualcuno che mi dice ma tu parlavi di queste cose ma dove sono? Io magari sono appena uscito da un consiglio di amministrazione di un’azienda per la quale non sono autorizzato a riferire, che ha appena deliberato iniziative che sconvolgeranno il suo sistema da qui a poco tempo. Per cui ci sono collaborazioni che io porto avanti e che sono note, perché facciamo eventi insieme e  ci sono collaborazioni delle quali non posso parlare perché sono progetti molto grandi che si paleseranno da qui a qualche tempo, ma la mia frustrazione sta anche in quello cioè ho le prove, ma non te le posso dare e allora questo porta l’interlocutore a pensare che sono tutte sciocchezze..  beh, tutte sciocchezze lo vedremo. 

K: Suggeriamo  a chi ascolta questo podcast  di prendere con molta attenzione quello che dice Francesco Di Castri, perché sono cose che a breve avverranno, stanno accadendo e questo è per te  un vantaggio se sai sfruttarlo invece se rimarrai nella tua convinzione che tanto le cose non cambieranno tanto solo tutte fesserie mi dispiace per te rimarrai  indietro e dovrai rincorrere chi invece ha dato retta a queste previsioni.

D: Diciamo che è un po’ la resistenza umana questo: ogni volta che c’è un grande cambiamento nella quale uno si trova, c’è una resistenza enorme a negare fono a  che la cosa non diventa palese ed evidente.

F: La negazione è propria di chi non ha una mente imprenditoriale e l’imprenditore si pone delle domande e non da mai nulla per scontato perché sa che nella storia del business, ci sono cose molto improbabili che hanno cambiato la storia. Il problema è che questo è un mercato di pseudo professionisti per chi ha provato a convincermi che può definirsi un professionista: prestazioni professionali  di colui che viene pagato €5 al mese quindi o lo fa per beneficenza oppure non puoi cucire l’abito sulle esigenze del cliente con queste somme, quindi la mentalità del professionista è condizionata da una storia assurda cioè gli ordini professionali che ancora impediscono di farsi pubblicità, che pongono una serie di divieti e  quindi l’amministratore deve affrontare difficoltà di tutti gli imprenditori, ma l’ha fatto con la mentalità chiusa e reclusa di chi è condizionato dai retaggi medioevale perché gli albi sono medioevali. Quindi questo è quanto ed io invito chi è là fuori a guardare con lo sguardo diverso, anche a prestare attenzione a chi si pone come interlocutore  -un po’ di coerenza per cui vedo là fuori gente che si proclama formatore e poi vende prodotti di questa o di quella azienda.

D: Dicci un poco cosa ne pensi di questa cosa e prima  a microfoni spenti avevi anticipato  il discorso e ti avevo detto fermo, fermo ne parliamo dopo.

F: Penso che ci voglia coerenza … nella vita e  oggi quello che è cambiato è che le persone non hanno più peli sotto al naso e  cominciano a farsi delle domande e a cercare di misurare questa coerenza quindi questo è un mercato dove molti dirigenti di associazioni non sono dirigenti e non dirigono alcunché ma sono semplicemente dei rappresentanti, che in alcuni casi non sono neanche onesti intellettualmente perché molti di questi sanno cosa sta accadendo ma non la riportano alla base perché la base se sapesse cosa sta accadendo probabilmente non li riconoscerebbe più come autorevoli e andrebbe a cercarsi altro. Ma di fatto stanno accadendo delle cose e molti non lo sanno.

K: In tutto questo l’amministratore di condominio, che è l’oggetto anche delle nostre discussioni cosa può fare e quali sono secondo te le scelte che può prendere per  prepararsi al futuro?

F: Innanzitutto l’amministratore di condominio dovrebbe una volta tanto   fare il condomino, perché così capirebbe che avere un solo numero telefonico e qui ti rompo l’acqua al mio mulino visto il mio Contact Center ,a è un esempio, perché io non accetto a casa mia che l’amministratore mi dia una sola linea telefonica sempre occupata e che risponde due pomeriggi la settimana  .. Ed una mattina al mese…

D: Oppure scrive che ha il telefono rotto  e per una settimana non sarà raggiungibile..

F: Esatto, qualcosa di questo tipo,  ma qualunque persona di buon senso, in questa epoca in cui siamo abituati ad avere un’app in tasca che mi porta risposta h24, non è pensabile che io per avere risposte o per chiedere la sostituzione di una lampada devo aspettare, se la lampada si è bruciata il venerdì pomeriggio alle 6:00 siccome l’amministratore chiude alle 5:00 poi la mia esigenza la vado a manifestare il lunedì mattina alle 9:00 se trovo la linea libera, anche perché quella che pare una banalità come una lampada bruciata è tutt’altro che banale quando qualcuno casca dalle scale perché era buio ..   Quindi è un mondo di pressapochismo dove gli amministratori hanno dimostrato che il mercato non ha bisogno di certe cose piuttosto che impiegare le stesse risorse per sviluppare certe cose …

D_: E’  curioso che hai usato lo stesso termine di Luca Ruffino quando hai detto: Non si può fare questo lavoro con pressappochismo.

F: Con Luca …io ho il privilegio di collaborare con lui e con altri imprenditori come lui perché quello che fortunatamente è successo è che dopo tanti anni in cui ho cercato di aggregare o meglio li aggrego tutt’ora,  perché la mia azienda partiva con 48 soci, ne ha 40 ad oggi e quando si parla di condivisione so di essere coerente  ne so qualcosa e quindi  gestire per 14 anni l’azienda con tutti questi soci credo che sia una bella prova, invece vedo tanti che enfatizzano una condivisione e poi gli chiedi quanti soci hai o quanti ne hai  avuti e sono tra lo zero e l’uno … quindi coerenza anche in questo senso: quando cercate un consulente, cercate qualcuno che vi racconti storia vissuta e non cose lettere sui libri.

K: E un po’ lo stesso discorso che se tu parli di impresa dovresti avere uno storico imprenditoriale che tu mostri di aver saper prendere un’azienda, farla partire da zero. sviluppare e magari anche monetizzare.

D: Io ho letto il libro di Richard Branson quindi sono imprenditore..

F: Ne ho letto 400 di libri di Richard Benson & Company ma le grandi lezioni me l’ha data la vita, il mercato ed il continuo ad imparare .. Certo che puoi relazionarsi con imprenditori come Luca Ruffino o Alessandro De Biasio e altri che sono sopravvenuti in tempi recenti, in questo mercato tutto sommato  almeno alla ribalta delle cronache, mi permette oggi di confrontarmi con soggetti migliori di me, perché purtroppo non parlo sul piano umano, ma parlo sul piano tecnico quando ci si relaziona troppo a lungo con l’amministratore si entra in un circolo vizioso, si fanno sempre le stesse domande e vanno a cercare risposte sempre nello stesso posto ed ecco perché sono particolarmente lieto della vostra venuta in questo mercato,perché una delle critiche che si sono mosse è che voi non avete esperienze e non conoscete il mercato: Questa è la grande fortuna che qualcuno che ha delle competenze manageriali viene ad analizzare il mercato senza condizionamenti del passato che hanno rovinato tutto quello che ha cercato di crescere in questo mondo.

K: Uno dei complimenti che abbiamo ricevuto da una delle dirigenti di una associazione degli amministratori di condominio è stata che voi siete la vera novità nel settore, negli ultimi anni e per quanto riguarda questa obiezione, che abbiamo ricevuto diverse volte, il punto  è che noi non parliamo di come gestire il condominio non ne sappiamo niente e non è quello l’oggetto. Ma l’oggetto delle discussioni è lo studio e gestire uno studio è come gestire una piccola impresa; per cui l’oggetto è prettamente questo quindi siamo fuori dalle logiche solite che magari tu dicevi bene o male quando ti rapporti con altri colleghi, l’ambiente che conosci bene o male ti trovi a fare sempre le stesse domande e ricevere sempre le stesse risposte ..

F: Non solo le stesse critiche …Gli ambienti associativi sono spesso condizionanti  in questo senso e chi va fuori dagli schemi viene sempre visto come colui che non accetta e pertanto …questo è  tipico italiano.. Il nostro è un paese mediocratico e tutto è fatto per portarci ad un livello medio e poi gli eccellenti li facciamo scappare all’estero, quindi se sei insufficiente ti fanno l’esame di riparazione ma gli eccellenti se ne stanno nei sottoscala finché poi non se ne vanno fuori dal paese … E’ un paese mediocratico e  tutto quello che sta fuori da questo range è malvisto quindi è un paese dove la mediocrità è un valore … Quindi se mio figlio arriva a casa e mi dice papà, papà voglio essere eccellente io sono tutto contento e l’italiano medio lo porta dallo psicologo .

D: Culturalmente l’italiano medio è abituato a vedere chi ha successo come quello che ha imbrogliato ed ha ottenuto quel successo in modo non regolare e lo ha ottenuto  non per la bravura ma è stato fortunato e generalmente dicono che è stato fortunato, ha degli agganci, è uno che fa un po’ di impicci e non c’è mai una presa di coscienza e dire se lo meritava cose che in realtà funziona molto bene nella cultura americana dove se vali vieni premiato e qui chi ottiene il risultato viene generalmente sempre attaccato ma in modo anche inconcludente e sono solo attacchi …

 F: Gli imprenditori tanto quando arrivano ad un certo livello hanno imparato a superare  la sindrome del piacione cioè quella che vogliono piacere a tutti, quindi la prima regola per l’imprenditoria è accetta l’idea che tu non potrai piacere  a tutti .

K: Questo è un punto fondamentale non puoi accontentare tutti ed è qui che nasce l’esigenza di definire il tuo target, la tua nicchia di riferimento e questo è un altro modo per dire questo concetto .

D: Diciamo che tu hai modo di parlare così bene dell’argomento perché parli con tantissimi, tantissimi amministratori grazie a Sinteg. 

F:Sinteg   ribadisco che ha tutt’ora  50 soci che sono tutti amministratori di condominio e già gestire   i soci è una fatica immane e poi gestire l’azienda lo è meno. Nascevamo per rispondere a delle esigenze dell’amministratore che era al tempo l’aggregazione per poterci dotare di alcuni strumenti, tutto quello che noi oggi distribuiamo è stato testato sugli stessi soci ed è nato per soddisfare le esigenze degli stessi soci e continua con questa logica; per cui non troverete iniziative commerciali perché non siamo nati con lo scopo e non avevamo neppure scopo di lucro a dire il vero  ci siamo costituiti come srl per differenziarsi dalle miriadi di associazioni senza scopo di lucro, qui in questo paese sono tutti senza scopo di lucro …

D: No, noi lo diciamo che lo facciamo proprio per fare lucro… vogliamo guadagnare..

K: Sì, sì..

F: Però noi nascevamo con l’obiettivo primario di soddisfare e  portare valore ai soci dell’azienda, poi i conti non quadravano e  abbiamo iniziato a vendere i servizi anche ai non soci dell’azienda ma nascevamo proprio come una realtà è chiusa.

K Dici proprio chiaramente all’amministratore che sta ascoltando in questo momento questo podcast come Sinteg può essere utile a lui e qual è il problema che risolve, perché sappiamo dove c’è il problema come diceva Luca Ruffino, che è l’amministratore più grande di Italia , c’è l’azione imprenditoriale. In cosa consiste la tua azione imprenditoriale e come Sinteg per migliorare e  aiutare la vita dell’amministratore di condominio?

F: Fino al 2014 ti avrei risposto che per l’amministratore facciamo servizi in particolare il contact Center e in più distribuiamo una piattaforma – un CRM  che chiamiamo gestione alle commesse a dire il vero  -che tra l’altro è distribuito sul mercato sotto varie forme, sotto vari nomi e con varie origini che affondano nel passato; gestiamo il contact Center che permette quindi di gestire gli interventi e raccogliere le segnalazioni anche sollecitare le lamentele per conto degli amministratori che poi gestiamo in vario modo secondo gli accordi, ma il tempo ti avrei detto anche con formazione e consulenza. La formazione la facciamo ancora ma come nostra usanza  la facciamo sempre in collaborazione con delle realtà per cui abbiamo prodotto corsi presso varie università e ne abbiamo uno questo giovedì e questo venerdì al polo Universitario di Prato  che è una sede discaccata dell’Università di Firenze, ma in passato e anche in futuro abbiamo iniziative con Bocconi- 14 giugno a Milano abbiamo il professore Almiento della Bocconi che ci parlerà di marketing e tra l’altro siamo stati i primi in Italia a parlare di marketing e siamo stati i primi a far ridere le persone ..  ma poi su questo dovremmo parlare.

D:  Ne parlavamo con Marco De Veglia che ci diceva in privato le persone non vogliono il marketing ma vogliono il risultato e per questo è nato il corso più condomini perché diceva se tu dici ti insegno a fare marketing … no no che schifo il marketing voglio condomin…i Io voglio condomini…

F: Direttamente ho visto   sedicenti esperti di marketing che parlano di come si utilizza il web e anche YouTube e poi vai su YouTube e di certi signori non c’è traccia – quindi la coerenza credo debba regnare un po’ finalmente anche in questo mondo…

K:  La coerenza è la pietra fondante su cui puoi andare a costruire un qualcosa e se non c’è la coerenza è chiaro che dopo un poco il mattone, il mattoncino comincia a dare problemi.

 D: .. Se parliamo di coerenza penso che nel mondo dell’amministratore condominiale pochi sono coerenti come Francesco Di Castri che in una vita di professione è sempre rimasto coerente con ciò che dice e con ciò che fa.

 F:  Siamo umani: sbagliamo, abbiamo i momenti, i dubbi e le ricadute dubbi e quant’altro ma credo che tutto sommato entro nel mondo del condominio nel 92 ed esco di fatto nel 2009 . . L’ultima assemblea di condominio è del marzo 2009 ho già celebrato i 10 anni ma pensate che ancora la notte gli incubi dell’assemblea del vecchietto che mi punta il dito e  dice: io ti pago .. Dal 2009 mi sono inventato questa nuova professione e oggi la metà del mio fatturato arriva da grandi clienti quindi uno dei motivi per i quali ho ridotto la partecipazione in pubblico è anche per coerenza. Cioè nascevamo per aggregare gli amministratori e per trovare le risposte e per affrontare il nuovo mercato e oggi i miei clienti per metà sono grandi realtà e quindi non posso più andare a dire aggreghiamoci, perché io non camperei e Sinteg ha rischiato di tracollare nel 2015 proprio perché con gli amministratori non riuscivamo a raccogliere per quanto investivamo, per cui ci siamo rivolti ad un altro mercato e questa storia è iniziata con la gestione dei fondi immobiliarei del gruppo  BNP Paribas quarto gruppo al mondo e li abbiamo capito che nel lavorare con i grandi c’erano opportunità diverse: si guadagnava di più lavorando di meno..

K: Queste sono scelte imprenditoriali che arrivano con la risposta del mercato e voi negli anni avete testato il mercato e avete capito qual è la nicchia più profittevole e giustamente vi siete rivolti a quella e per quanto riguarda il tema di nuovo di questo podcast le ultime raccomandazioni per l’amministratore di condominio che si vuole trovare preparato nel 2022: sicuramente dotarsi di un numero unico che è il primo passo per far diventare un unico canale per l’entrata delle richieste dei condomini e proprio ieri parlavamo con un amministratore di condominio che diceva che era in difficoltà perché non riusciva a rispondere a tutte le mail che gli arrivavano, ai messaggi WhatsApp che aveva creato i gruppi con i condomini …

F Ma uno che crea i gruppi con i condomini è masochista, deve morire … Sei masochista e te la cerchi.

K: Quindi il numero verde è un call center e praticamente uno dei passi fondamentali per poter liberare il proprio tempo per poterlo dedicare alla costruzione della propria attività imprenditoriale. 

D: Pensa oggi ad avere 115 gruppi WhatsApp .

F:L’amministratore sbaglia, perché cerca di compensare le sue carenze organizzative dando disponibilità personale, sempre più disponibilità personale… Quando delega lo fa male perché ci sono molti amministratori che hanno pensato bene che per risparmiare il mio numero di pronto intervento lo do tramite un cellulare che do in mano al mio muratore fantastico così ti sei privato di ogni facoltà di controllo per cui se il muratore fa qualche sciocchezza non lo verrai mai a sapere finché non è successo qualcosa e non saprai mai chi ha detto cosa e, quando l’ho detto e chi è responsabile di questo e di quello. Quindi le cose vanno fatto per bene per cui va bene l’empirico e noi siamo partiti con un cellulare che si scambiavano i miei dipendenti  ed io avevo il mio numero verde già nel ‘97..  Ma non c’è solo Sinteg che fornisce il servizio  diciamolo al d là di  portare l’acqua al mio mulino. Ma qui la evoluzione passa dalla spersonalizzazione  e dall’apertura  di canali di comunicazione sempre aperti che danno modo di capire, non solo di raccogliere segnalazioni, ma anche di capire il malessere perché il condomino inviperito, prima cerca di dimostrare all’amministratore o chi per essere quando non ci riesce poi  fa capannello nelle scale quindi dare i canali di comunicazione, dare i canali di sfogo, dà comunque modo di prevenire una serie di problemi: se tu attacchi il telefono e speri che nulla capiti e ti limiti a dire Io non sono pagato per dare un servizio h24 perché sono un professionista,  se la pensi così in bocca al lupo perché il tuo tempo è quasi giunto. 

D: Diciamo anche che ci siamo dilungati perché ci sarebbe da parlare anche molto di più ma non vi prendiamo più altro tempo e siamo arrivati alla conclusione di questo podcast e sono quasi certo che vi sia piaciuto perché Francesco porta sempre tantissimi spunti davvero interessanti e se ne potrebbe parlare per ore..

K: Io stesso starei qui a parlare per ore con Francesco perché ti apre il mondo ..

D: Però è ora di pranzo e abbiamo pure fame e diciamo che adesso andiamo a mangiare.

K:  E anche il tuo cagnolino è stato buono e non ci ha disturbato più di tanto ..

D: Oggi è andata di lusso: con questo è tutto ma continuate a seguirci se vi piace il podcast condividetelo, parlatene con i colleghi e alla prossimo e ci vediamo il primo giugno e ci sarà anche Francesco.

K: Perfetto a questo punto vi salutiamo …

D: E alla prossima. Ciao!

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