I 4 tipi di amministratore di condomini

Tu quale sei?

D : Ciao a tutti e benvenuti al podcast I vendicatori condominiali:  la puntata di oggi si chiama i quattro tipi di amministratore di condominio; io sono David Campomaggiore..

K: ed io sono Kostantino Zavinovskij…

D: con questo nome semplice, semplice da dire… Immagino lo spelling quando ti chiedono il cognome..

K: Lascia perdere.. Lascia perdere..

D: Ha più consonanti che vocali e la colpa è nostra che non capiamo. Di cosa parliamo oggi?

K: Parliamo dei quadranti per l’amministratore di condominio. È un concetto preso in prestito.

D: Abbiamo preso in prestito questo concetto da Robert Kiosacky – i quadranti del cashflow  e abbiamo preso questa teoria molto nominata nei corsi di Finanza e crescita personale e l’abbiamo adattata al mondo condominiale. Quindi adesso chiudi gli occhi.. no aspetta, aspetta… Se stai guidando non li chiudere, ma immagina un foglio e poi prendi una penna e dividi il foglio in quattro quadrati quindi fai due linee una orizzontale ed una verticale; nel quadrato in alto a sinistra abbiamo l’amministratore artigiano. Cosa significa artigiano?

 K: L’amministratore artigiano è quell’ amministratore che ha tendenzialmente da 1 a 5 massimo condomini e che fa una specie di tuttofare, fa da maggiordomo dei condomini, colui che li lima si può dire come se fosse un gioiello, quindi qualsiasi problema lui si precipita personalmente nel condominio, qualsiasi problema lui cerca … conosco veramente alcuni amministratori che si sono attrezzati con un borsino con cui vanno sempre in giro   e ne vanno anche fieri ed orgogliosi e va bene così, se gli sta bene così  e quindi hanno tutti quegli attrezzi per cui se si fulmina la lampadina – questo è il modo classico oppure l’immagine classica di questo amministratore artigiano o amministratore maggiordomo oppure si rompe la serratura: lui già è bello e pronto.  E qual è il limite mentale dell’amministratore artigiano o maggiordomo come lo volete chiamare? Lui è convinto che il condomino vuole vedere  l’amministratore di condominio.

 D: Non c’è neanche bisogno di spiegare troppo che un amministratore di questo tipo è veramente bloccato nella crescita: più di Tot condomini non potrà mai gestire, non potrà mai ottenere determinati risultati perché è troppo vincolato il suo lavoro fisico nella gestione del condominio in questo modo maniacale, da impedirgli di prendere un nuovo condominio.

K: Se l’amministratore lo fa per così dire non in modo professionale ma così per arrotondare o per passione, può essere che va pure bene..

D: Quindi magari ci sono amministratori che sono a proprio agio in questa posizione e gli va bene così e va benissimo così.  L’importante è sapere dove stai nel mondo e deve andarti bene ed è per questo che sto facendo questo podcast: per darti la consapevolezza del tuo ruolo in questo momento e magari capire dove potresti andare; nel quadrato in basso a sinistra invece abbiamo l’amministratore libero professionista: cosa intendiamo con questo ruolo?

K: Beh, forse è la fascia più popolosa per cosi dire di questi quadranti  immaginari ed è l’amministratore che ha tendenzialmente da 10-15 massimo 20 condomini di solito, e fa tutto lui ed  ha delegato magari a qualche fornitore alcune attività come per esempio può essere quella postale e quindi non va più lui a  consegnare gli avvisi di pagamento, piuttosto che le convocazioni, piuttosto che verbali, perché lo puoi fare fino a quando sei un artigiano e poi diventa veramente con 10-15 condomini, diventa insostenibile ma comunque tutta l’attività si regge solo ed esclusivamente su di lui e al massimo lui ha una segretaria o un collaboratore che lo aiuta mezza giornata; di solito questo è il profilo dell’amministratore di condominio libero professionista

D: Quindi diciamo che in questo caso l’amministratore di condominio ha un sistema di lavoro che però dipende da lui. 

K:Il servizio è lui.

D: Praticamente il sistema dipende da lui e lui dipende dal sistema: se lavora guadagna e se non lavora non guadagna; in questo quadrante l’amministratore scambia praticamente il suo tempo per denaro a tutti gli effetti e deve sperare ed  augurarsi di non ammalarsi mai, di invecchiare molto bene, di non portarsi i problemi che ha fuori dal lavoro sul posto di lavoro, quindi è sempre altamente focalizzato e concentrato sul proprio lavoro e qualunque cosa succede all’esterno tu sul lavoro sei sempre al 100%, quindi non avrai mai dei seri problemi al di fuori,  perché ovviamente l’amministratore di condominio non ha mai problemi  nella vita privata..

K: No, per niente,.. e la sua vita privata sono i condomini.

D: E se tutto va in questo modo lui continuerà a guadagnare ma basta una sola volta che lui non potrà andare al lavoro per un periodo perché ha avuto un infortunio, si è fatto male, non sta molto bene, ed improvvisamente il suo lavoro crolla.

K: Ti posso fare un esempio lampante successo proprio la prossima settimana. Un amministratore di condominio che conosco personalmente si è fatto male giocando a calcetto, molto banalmente.. una domenica si è scontrato giocando a calcetto con un altro giocatore e si e frantumato l’occhio: un incidente inaspettato, banale che però lo ha praticamente messo fuori uso, per almeno un mese e lui non può neanche lavorare al computer: ora,  Io mi domando come farà? 

D: Questi sono problemi reali, di vita reale e per quanto uno è ottimista e pensa di poter lavorare perché si sente invincibile, quando è giovane, gli incidenti ed infortuni accadono sempre.. Non è che andando avanti… Non è che te lo sto augurando e datti una grattatina se hai una mano sinistra libera.. però è la realtà: non possiamo fare finta di non vedere come stanno le cose ed  è una cosa che occupa tutte le libere professioni e non è solo degli amministratori condominio, ma delle libere professioni e non è un lavoro diverso dagli altri, quindi questo tipo di lavoro fatto in modo da libero professionista, in questo modo, ti costringe ad essere sempre al 100% e stare sempre sul pezzo e ti porta a sostenere un tipo di vita veramente stressante e conosciamo amministratori che da un secondo infarto hanno lasciato tutti i loro condomini. Ma  non si può arrivare ad avere due infarti perché non è  detto che tutte le volte ti riprendono per i capelli e magari bisogna anticipare questo problema e bisogna capire adesso dove si vuole arrivare, senza compromettere la propria vita.

K: Attenzione, però anche qui se ad una persona sta bene così,…

D: Fino al secondo infarto va bene ..

K: Ma anche perché adesso andremo avanti  e si capirà perché è un po’ difficile non solo per fattori interni che abbiamo appena detto, ma anche esterni, riuscire a sostenere nel futuro questa professione lavorando da libero professionista.

D: Quindi abbiamo adesso riempito il quadrante in alto a sinistra ed in basso a sinistra siamo quindi sulla verticale di sinistra, dove l’amministratore scambia il proprio tempo per denaro; spostiamoci a Destra, quadrante in alto a destra e  abbiamo l’amministratore imprenditore inconsapevole. Cosa significa?

K: Significa che è un amministratore che tendenzialmente inizia ad avere 30 – 40 e più condomini anche piuttosto strutturato, ma è comunque legato al concetto del libero professionista: in che senso? E’un imprenditore inconsapevole perché in realtà ha dei collaboratori, ma tutti quanti i processi che lui ha strutturato, sono comunque legati alla sua presenza:senza di lui la macchina non gira o comunque può permettersi di assentarsi, magari due o tre giorni, al massimo una settimana perché qualsiasi attività e qualsiasi decisione anche di medio livello, viene comunque presa ed approvata da lui.  Come ad esempio alcuni amministratori ci tengono a  imbustare loro stessi, le buste ed ho visto anche amministratori di 50-60 condomini che hanno il terrore nell’ affidare ad altri il banale imbustamento delle lettere perché devono controllare ogni singola virgola,  per poi dopo  sapere esattamente quello che spediscono ed altre situazioni di questo tipo molto banale Quindi tu praticamente hai 2,3,4 collaboratori, ma che comunque senza di te non si muovono.

D: Molto bene, siamo arrivati all’ultimo quadrante, quello in basso a destra. Qui abbiamo l’imprenditore condominiale, ne abbiamo parlato molto spesso, ovviamente tramite il magazine e tutti i nostri  canali e  andiamo a spiegare cosa intendiamo per imprenditore condominiale.

K: Penso che imprenditore condominiale lo potresti spiegare anche tu perché non è tanto diverso da un imprenditore di qualsiasi altra attività imprenditoriale, perché imprenditore condominiale è prima di tutto un imprenditore e tutto inizia dalla visione di se stessi , cioè si deve percepire, si deve vedere come imprenditore e qual è il ruolo di un imprenditore? E qual è il ruolo di un imprenditore? Creare un sistema che possa andare in un futuro più o meno vicino, anche senza la tua presenza costante, quindi creare un sistema semiautomatico.

 D:   Mi raccomando la parola semiautomatico, perché alcune volte viene venduta l’idea che esistano forme di guadagno completamente automatico:nelle attività di business non esiste mai il completamente automatico, ma c’è sempre un bisogno in qualche modo di dover intervenire in alcuni processi. Se però intervieni nella quotidianità,  nei processi quotidiano la c’è un problema.  Posso rispondere a chi è imprenditore: l’imprenditore è una persona soddisfatta del fatto che le sue procedure stanno scorrendo normalmente, vanno bene e tutto viene gestito come previsto,  anche gli imprevisti sono previsti, quindi non sono più imprevisti,  i propri collaboratori sanno cosa fare, quando lo devono fare, sanno in quale modo devono rendicontare delle cose positive che accadono e di quelle negative. E’  un sistema di affrontare le cose negative ed in modo costruttivo discuterne con i propri collaboratori per creare nuovi processi che miglioreranno quelle situazioni ma l’imprenditore è anche quella persona che ha un malsano malessere quando non trova problemi . ho scritto un post su FB qualche tempo fa su questo argomento, e in sostanza l’imprenditore vive la vita nel cercare di risolvere i problemi lavorativi intendo, affinché la propria attività cresca molto di più e più lavora bene e meno problemi  incontra.  Quando non ci sono problemi l’amministratore vive un certo senso di inquietudine,  l’imprenditore vive in un certo senso di inquietudine, perché se sa che da qualche parte un problema c’è ma non se n’è ancora accorto, perché i problemi ci sono sempre ed ovviamente si cerca sempre di migliorare, la perfezione che è irraggiungibile ma comunque è un tipo di ambizione che bisogna avere, cercare di migliorare costantemente il lavoro della propria attività e della propria impresa. Quindi in realtà l’imprenditore

fa tendenzialmente una vita di meda,  però non è mai sereno veramente… Però ha una grandissima soddisfazione nel vedere che le proprie azioni portano a dei risultati e su cosa si deve concentrare principalmente un imprenditore? Nel marketing quindi studiare costantemente il mercato, come si muovono i concorrenti e analizzare come si muovono tutti gli altri e mettere in piedi relazioni di marketing che ti permettono di stare al passo con il mercato e possibilmente anticiparlo. Allo stesso tempo deve saper leggere i propri numeri, quindi saper leggere se quel marketing sta portando risultati oppure se sta usando i soldi nel modo corretto oppure se li sta bruciando, se ci sono perdite da qualche parte da ottimizzare e migliorare così le proprie entrate.

K: I vantaggi di essere  imprenditore condominiale è proprio quello di poter avere una azienda che cammina anche senza la tua presenza costante, quindi andare a prendersi e costruire la propria vita al di fuori della vita lavorativa e professionale, come ti piace, perché la vita è fatta di due componenti almeno quello professionale e quello privato e spesso  chi non ha creato ancora un sistema che lavora per lui, soffre del fatto che si porta il lavoro a casa, che non può staccare mai, non può mai essere al 100% con il cervello con la famiglia, con gli amici, a prendere e partire per una vacanza. Il punto è che ci sono amministratori di condominio che sono imprenditori, ma ce ne sono molto pochi e poi sono tendenzialmente amministratori con una esperienza lavorativa di vent’anni, trent’anni che ci sono arrivati dopo tantissimi anni ed il vantaggio che tu puoi avere adesso volendo è di saltare tutte queste fasi molto velocemente, avendo la consapevolezza da dove parti e dove vuoi arrivare e se lo vuoi davvero; infatti  anziché affrontare questo argomento all’inizio, lo stiamo affrontando alla fine: ma ti ricordi come hai iniziato? Perché ha iniziato a fare l’amministratore di condominio? Di solito le situazioni sono due:  O ci sei finito per caso, sei stato costretto, perché magari non trovavi altro lavoro e per caso hai visto l’annuncio su un giornale o su internet ed hai pensato,  beh, il mio amministratore non se la passa tanto male quindi provo a farlo anch’io … e in questo caso domandati a distanza di anni lo vuoi fare ancora davvero? La risposta la lascio a te; se invece hai scelto consapevolmente questa professione, avrai avuto una tua ragione, magari lavoravi già da dipendente presso uno studio di amministrazione condominiale ed hai deciso di metterti in proprio oppure lavoravi come spesso capita da un commercialista,  ed hai deciso di fare il corso e di acquisire i primi condomini, fino a che non diventano sufficienti per abbandonare il proprio lavoro? A tutte queste persone  io voglio fare i miei complimenti, perché io in passato ho fatto un qualcosa di simile: anche io ho rinunciato al mio posto fisso per andare a creare qualcosa di mio.  Bene, David tu che cosa mi dici su questo?

 D: Io vorrei ritornare un attimino sul discorso che hai affrontato del tempo libero perché spesso si pensa che quando si fa un lavoro si è così coinvolti nel lavoro e nella quotidianità, nel lavoro quotidiano che si fa, che si pensa che è impossibile avere del tempo libero anche in mezzo alla settimana. Io vi posso dire che lavoro tanto, però lavoro quando dico io e perché lo voglio… Stiamo lavorando sul progetto di imprenditore condominiale che prevede uno sviluppo molto importante e ci sono tante novità in ballo, stiamo lavorando sui podcast, ma ci sono tante novità che arriveranno nell’anno, ma non è l’unica attività che ho, oltre alla posta insieme a Kostantin, ho una catena di Compro oro, tre negozi su Roma ed un affiliato a Milano,  ho ceduto altre società da cui fate un Exit, ho diverse  attività commerciali che magari anche  fisiche negozi perché hai bisogno comunque di dipendenti che lavorano sul posto,  hai del  magazzino da gestire, cassa, i rapporti con la Banca,  i commercialisti eppure   se io voglio durante la settimana curo i miei hobby, mi alleno quando voglio, che non significa che mi alleno  tutto il giorno, è ovvio, ma so prendermi i miei tempi, so quando prendermi una pausa dal lavoro per dedicarmi a me stesso, so che se voglio prendere un giorno in mezzo alla settimana mi organizzo perché quel giorno non faccio nulla.

K:  Qui vorrei intervenire anch’io un attimo e dire non dimentichiamoci che la nostra professione, il nostro lavoro serve a qualcosa, a cosa serve? Serve per costruire la tua vita ideale ..

D:Noi facciamo sempre una domanda ai nostri candidati che vogliono avere un posto di lavoro nelle nostre aziende e facciamo sempre la stessa identica domanda che è: il lavoro è una parte importantissima della nostra vita perché è dove passiamo gran parte della giornata,   ma ognuno di noi lavora per uno scopo che è al di fuori della lavoro e oltre al fatto che il lavoro deve dare una soddisfazione quindi già il lavoro stesso è una soddisfazione personale al di fuori del lavoro abbiamo uno scopo, un motivo: qual è il tuo motivo, per quale motivo lavori, qual è la motivazione che ti fa   alzare dal letto a prescindere dalla soddisfazione lavorativa? Ma che ti fa alzare dal letto per dire lavoro perché porterà comunque reddito, porterà dei guadagni ed io questi guadagni li utilizzerò in questo modo. Questo è una domanda che facciamo a tutti i nostri candidati, perché vogliamo sapere il motivo per cui le persone lavorano, perché se non hai chiaro in mente il motivo per cui tu stai lavorando non riuscirai mai a prenderti quei momenti di cui hai bisogno, per cominciare a coltivare i tuoi progetti ed i tuoi sogni.

 K: Non solo: i tuoi progetti nel caso dei dipendenti nostri, devono coincidere con le possibilità che l’azienda in quel momento può darti; se riusciamo a creare questo connubio, abbiamo vinto perché il percorso di vita che ha quella persona coinciderà con le possibilità che potrà avere nell’azienda ed è la stessa cosa che possiamo chiedere anche a te:  la tua professione ti soddisfa, non ti soddisfa? Se non ti soddisfa, abbandonala, e se non puoi abbandonarla cerca qualcos’altro abbandonandola piano piano come hanno fatto in tanti ma se tu vuoi e ci credi nella tua professione, non per forza deve essere un continuo stress, non per forza devi vivere male. 

D:  O magari non ti soddisfa in questo momento specifico perché lo stai facendo in modo sbagliato perché se hai capito che in realtà la tua attività ti dà una soddisfazione perché ha tantissimi pregi, devi solo capire come farla in modo da avere soddisfazioni perché adesso ti stai chiarendo le idee e se hai capito in quale quadrante sei, e hai capito che non ti piace essere lì dentro, organizzati per fare in modo di passare al quadrante successivo, attraverso tutti gli strumenti che anche noi stiamo cercato di diffondere  attraverso imprenditore condominiale, attraverso podcast, attraverso il gruppo facebook, ed attraverso numerose altre attività che faremo nell’anno e abbiamo già anticipato nel webinar, faremo un corso prossimamente perché c’è stato chiesto dagli amministratori di condominio, ci è stato chiesto dal basso, ci è stato chiesto da voi: quando rifate una serata come quella del 24 ottobre in cui ci siamo visti per festeggiare l’inaugurazione del magazine, ma abbiamo fatto anche un po’ di formazione? C’è stato chiesto quando avremmo fatto di nuovo un incontro di questo tipo ed allora noi che puntiamo sempre più in alto, abbiamo detto non facciamo un’altra serata di 2- 3 ore, ma organizziamo proprio un corso dove ci mettiamo seduti a studiare e dove una volta che l’amministratore esce da quell’incontro, ha un libro pieno di appunti presi di cose da fare da applicare immediatamente al proprio studio appena torna il lunedì al lavoro perché in questo modo solo lavorando insieme, scrivendo le cose in quel momento le facciamo lì per lì, allora si hanno le idee chiare su cosa va fatto quando si rientra. Quindi se hai capito che dove stai non ti piace e vuoi cambiare oppure stai appena cominciando e hai le idee chiare di dove vorrai posizionarti  tra quei quattro quadranti, muoviti in quella direzione e noi spingiamo affinché tu diventi un imprenditore condominiale.

K: Ma non è una scelta nostra, ma è una scelta che negli anni, nei prossimi anni sarà quasi obbligatoria perché se tu sei mischiato nella operatività  del tuo lavoro, non puoi fare lo sviluppo della tua professione, oltre ai rischi che abbiamo già menzionato e magari mentre sei impegnato molto banalmente in fila alla posta, mentre sei impegnato al telefono con un condomino per un sinistro, questione che poteva investire anche una collaboratrice istruita, mentre tu facevi cose più importanti per lo sviluppo  dell’azienda, un tuo concorrente lo sta facendo e tu non te ne accorgi: sta facendo il marketing, sta facendo la comunicazione ai condomini quindi da un giorno ad un altro tu perdi i pezzi uno dietro l’altro,senza capire come mai senza riuscire …  E quando ne prenderai consapevolezza probabilmente sarà già tardi

D: E lo abbiamo detto anche la serata del 24 ottobre, ho parlato quella sera di quello che hanno passato i negozianti quando dicevano: Io sto sulla via principale del paese a me nessuno mi tocca e lavoro bello  e sereno: poi sono arrivati i centri commerciali ed hanno cominciato a sentire la crisi,  si è  sentito che le vecchie botteghe  che non riuscivano più a lavorare hanno iniziato a chiudere. Allora qualcuno ha cominciato a strutturarsi dicendo resistiamo botta, perché contino sempre a lavorare ed i paesani mi conoscono da tanto; poi è arrivato Amazon che ha stravolto le regole del gioco e tanti sono andati a zampe all’aria. Quindi quando tu pensi che una situazione non ti tocca perché tu non la vuoi vedere, non è che non sta succedendo,  ma accade lo stesso; si dice che un fatto non è detto che non accada perché tu non vuoi vedere quel fatto, quindi la situazione è  questa e se non ti strutturi prima o poi  il mercato ti presenterà il conto. 

K: Diciamo che abbiamo detto così piuttosto forti oggi  …Non so se per qualcuno e lo spero, abbiamo aperto un mondo, mondo di possibilità, prendere consapevolezza di dove sei è un passo molto importante;  io dico sempre che per poter essere in qualche modo aiutato, curato, un po’ come l’esempio degli alcolisti e se l’alcolista non è consapevole e non accetta il fatto di essere alcolista, non può neanche curarsi e questo è proprio il primo passo in assoluto; la stessa cosa succede anche con il cambiamento con le persone perché se non sei consapevole e non vuoi accettare il fatto e non c’è niente di male nell’ accettare il fatto che sei un artigiano in questo momento; ti dico in realtà lo sono stato in un certo senso anche io 4 anni fa quando ho aperto la mia prima attività imprenditoriale,facevo tutto e facevo il postino, facevo l’imprenditore, facevo il commerciale, il segretario, quello che emetteva le fatture, facevo tutto e me lo ricordo molto bene … David mi ha aiutato tanto perché mi ha detto una frase illuminante  ad un certo punto,  perché io avevo già iniziato ad avere qualche collaboratore ma avevo una paura enorme nel delegare ad altri perché gli altri non facevano le cose come le facevo io. Al ché David mi ha detto molto semplicemente tu devi istruire o creare meglio dei processi, che possono fare anche gli altri e se non li fanno al 100% come te ma li fanno magari all’ 85% va bene – il 15% a cui rinunci è il prezzo per la tua libertà, libertà per poter fare cose più importanti quindi quel 15% della perfezione per così dire, ti permette di andare a fare cose di valore molto più alto e per me questa frase è stata illuminante e io ti ringrazio per l’ennesima volta  per questa illuminazione.

D:io illumino Mi illumino di immenso. Quindi per quelli che hanno chiuso gli occhi all’inizio li possono aprire:  il podcast è finito; se ti è piaciuto commentalo, seguici su telegram, Facebook e il gruppo aperto se sei abbonato gruppo chiuso, se non sei abbonato a cosa stai pensando sono €27,90 l’abbonamento al magazine ed è uno strumento che ti permetterà di acquisire quelle informazioni che ti permetteranno di fare un percorso di crescita verso il quadrante dell’imprenditore condominiale.

K: Il magazine non è solo cartaceo ma è anche il gruppo chiuso di  imprenditore condominiale strategy, dove tu puoi avere il confronto con i tuoi colleghi che la pensano esattamente come te, che si riconoscono nel desiderio di crescere e cambiare, e non è poco perché la realtà in cui tu vivi quotidianamente, non ti permette di affrontare argomenti di questo tipo,  per esempio del cambiamento e dell’introdurre nella tua professione qualcosa che nessuno ha mai fatto e soprattutto nella tua zona per cui avere un gruppo di persone che ti aiutano a crescere è fondamentale..

D: Anche  perché se torni a casa e dici a tua moglie: Io voglio cambiare, prendi un ceffone immediatamente e ti rimette  al tuo posto quindi è meglio che ne parli con i colleghi fidati..

 K: Con questo possiamo concludere anche questa puntata de I vendicatori condominiali e vi aspettiamo alla prossima puntata.

D: Alla prossima

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