ABBATTI IL COSTO DEI TUOI DIPENDENTI
REGALANDO MENO SOLDI ALLO STATO

D: Benvenuti al podcast I vendicatori condominiali; io sono  David Campomaggiore ed oggi sto con un ospite speciale, Gian Andrea Turnaturi: presentati un po’!

G: Ciao David, guarda, più che presentazioni io eviterei e andrei direttamente a parlare dell’argomento di oggi. Comunque sono dottore commercialista e sono specializzato  sulla pianificazione strategica.

D: Il titolo della puntata di oggi è: abbatti il costo dei tuoi dipendenti, regalando meno soldi allo Stato .

G:Sì, perché ci sono diverse formule legali per poter pagare di meno il costo del lavoro, perché spesso si applicano contratti che sono standard ma questi contratti non permettono un risparmio per il datore di lavoro; quindi bisogna sempre fare attenzione e scegliere i contatti giusti.

 D:Io ho diverse aziende e tanti dipendenti; tra  un’azienda e l’altra sommandole forse ho tra i 25 collaboratori, quindi potete immaginare quanti soldi si possono buttare al secchio regalandoli inutilmente allo Stato facendo la pianificazione errata ed è per questo che mi affido di solito comunque a specialisti che mi sappiano guidare, per evitare errori che in passato già ho pagato. Gian Andrea è uno specialista della pianificazione strategica e mi ha aiutato molto sotto questo punto di vista, quindi avevo il piacere di invitarlo ed è qui oggi proprio per dare il suo contributo e magari, permetterti di prendere questo discorso in modo serio e cominciare anche tu a pianificare ciò che dovrai fare per avere un risparmio dal punto di vista del costo, quando hai un dipendente.

G: Si, perché la pianificazione parte prima delle assunzioni dei dipendenti, perché se uno inizia a fare la pianificazione dopo aver assunto i dipendenti inizia a fare un po’ da crack, quindi l’idea è quella di pianificare prima con quale contratto poi i dipendenti verranno assunti.

D: Perché non è più pianificazione ma è correggere e mettere toppe..

G: Esatto correggere e mettere toppe che poi significa andare a rischiare vertenze di lavoro e così simili. 

D:Oggi parleremo quindi dei contratti dei lavori e del Welfare aziendale. Più tardi  spiegheremo bene cosa è il Welfare aziendale e adesso vorrei parlare un poco dei contratti dei Lavoratori. Quindi Gian Andrea mi stai dicendo che esistono diversi tipi di contratti lavoratori? 

G:Assolutamente sì, esistono diversi contratti che sono preparati e predisposti dalle varie sigle sindacali,   ed io oggi in particolar modo voglio parlare di un contratto di un’associazione datoriale che è l’ ANPIT, che è un’associazione Nazionale datoriale che prevede contratti nei vari settori, e questa tipologia di contratto può essere applicato anche per gli amministratori di condominio.   Questo contratto perché è vantaggioso rispetto agli altri?  Il punto principale è uno: che ha più livelli rispetto ai contratti standard quindi questo permette di inquadrare i dipendenti con livelli leggermente più bassi rispetto agli altri contratti  e quindi di far risparmiare il datore di lavoro. Inoltre, prevede solamente 13 mensilità e non 14 e quindi se noi calcoliamo due o tre dipendenti per ogni studio di amministratore di condominio, il risparmio comincia ad essere consistente.

D:Quindi se dovessimo quantificare facendo proprio i conti della serva: su un singolo dipendente applicando il contratto ANPIT  piuttosto che il contratto nazionale del lavoro standard che normalmente si applica, quanto è  questo risparmio in termini di soldi che mi rimangono in tasca?

G: Ovviamente non si può fare una stima precisa perché poi dipende dal singolo lavoratore, se ha bonus, agevolazioni, eccetera, ma considera che sono uno stipendio di €1200 potresti risparmiare circa €1200 lordi l’anno. 

D: €1200 lordi all’anno…

G: Per ogni dipendente ..

D: Che rimangono in tasca all’azienda, e che tu puoi sfruttare per fare marketing per l’azienda o dividerteli magari come utile e metterli in tasca quindi..

G: Sì, anche se in realtà il  presupposto di questi contratti è un altro, cioè quello di dare dei benefit al dipendente, sotto forma di servizi ed ecco che poi entra in gioco il Welfare aziendale.

D: Spiegaci un attimo cosa si intende per Welfare aziendale.

G: Ok guarda.. Welfare aziendale non è altro che una serie di strumenti che vengono inseriti all’interno del contratto che portano dei benefici ai dipendenti ed ai loro familiari. Questi benefici sono una redistribuzione del reddito, che può avvenire attraverso premi di produttività, anche sono completamente detassati fino a €3000 per l’azienda e anche per il dipendente. Quindi significa che il dipendente potrà usufruire di servizi pari a €3000 completamente detassati e l’azienda li potrà dedurre completamente.

D: Mi puoi fare un esempio?

G: Sì; intanto ti faccio degli esempi per quanto riguarda i servizi che possono essere usufruiti con il Welfare aziendale. Possiamo ad esempio parlare di asilo nido, dei trasporti, delle assicurazioni, della palestra, perché l’azienda può pagare la palestra al posto del dipendente e quindi il dipendente non deve prendere i suoi soldi netti dallo stipendio lordo per poi pagare la palestra, ma la paga direttamente dall’azienda quindi c’è un risparmio per il dipendente. Se vuoi poi fare qualche esempio numerico, posso farti l’esempio di un mio cliente proprio un amministratore di condominio che aveva 3 dipendenti; è venuto da me quando ancora ne aveva uno di dipendenti, ed abbiamo fatto una simulazione con l’ applicazione dei contratti ANPIT e con l’applicazione  del Welfare aziendale; solamente con l’applicazione di welfare aziendale se avessimo dato un premio produttività ai 3 dipendenti che sarebbero stati assunti, ad esempio €3000 lordi per ciascuno, l’azienda avrebbe pagato circa €11610 per darne netti ai dipendenti 5500: quindi è evidente che la metà sono stati buttati tra contributi e tasse quindi,  invece di fare questo, abbiamo fatto la simulazione dando il premio produttività sotto forma di benefit aziendali ed in quel caso i €9000 sono €9000 netti e quindi abbiamo avuto un risparmio di €2610 sui 3 dipendenti. Considera che questa agevolazione è possibile applicarla non solo attraverso il Benefit, ma anche attraverso soldi veri, quindi in denaro ma in questo caso la agevolazione prevede soltanto l’applicazione di un’aliquota ridotta del 10% sul compenso che viene poi erogato. Diciamo che la difficoltà è quella di far firmare ai propri dipendenti questo tipo di accordo perché questo tipo di accordo si stipula proprio davanti ad una associazione datoriale come quella dell’ ANPIT, dove stipuli un contratto di secondo livello; secondo livello significa che dopo aver stipulato il contratto normale di lavoro – contratto di primo livello – vai a stipulare un accordo ulteriore con i dipendenti, dove in seguito al raggiungimento di alcuni risultati prestabiliti come l’aumento del fatturato l’aumento della produttività, eccetera, possiamo ottenere un vantaggio; all’ottenimento di quei risultati,  il dipendente ha diritto al premio produttività.

 D:Io uso moltissimo il concetto delle provvigioni sul fatturato che facciamo in azienda, per premiare i miei dipendenti, perché questa cosa motiva i dipendenti a dare sempre di più e a lavorare per la tua visione: tu hai la tua visione, il tuo progetto e la tua idea di far salire il fatturare e di raggiungere determinati obiettivi; i dipendenti per quanto possano essere motivati di per sè a fare un lavoro ottimo, è ovvio che comunque sono persone che lavorano per lo stipendio ed avere un obiettivo da raggiungere che gli permetterà di mettere in tasca dei premi che possono essere soldi o comunque dei servizi pagati dall’azienda, che sono come se fossero dei soldi,da ai dipendenti una motivazione agenzia a seguire meticolosamente le direttive che tu gli hai dato per raggiungere quegli obiettivi ed in questo caso, la riassumo un attimo, nel primo caso nei premi senza agevolazione, l’azienda vuole dare €9000 di premi lordi ai dipendenti – €3000 ciascuno a fine anno – ne paga € 11610 ma i dipendenti ne prendono €5539 quindi la metà di quello che l’azienda spende…

G: Si sono €2600 circa per l’INPS pagati dall’azienda, €850 circa pagati dal lavoratore per l’INPS  e l’IRPEF del lavoratore sono circa €2700. 

D:Mentre nell’ultimo caso…

 G:  Il premio sostituito con il Benefit, i €9000 sono €9000 per l’azienda sono interamente deducibili e quindi sia ai fini Ires che Irap e per il dipendente sono di fatto netti.

 D:Quindi Gian Andrea è tutto molto chiaro: io sono un amministratore di condominio ed ho tre dipendenti: Cosa devo fare per avere questi risparmi di cui hai parlato?

G: David, oltre ad associare la propria azienda o il proprio studio ad un’associazione datoriale come l’ ANPIT ovviamente bisognerà costruire un piano di welfare aziendale: questo piano va costruito sartorialmente in base alle esigenze oppure hobby dei propri dipendenti Quindi bisogna prima conoscere nel dettaglio cosa può essere utile per i propri lavoratori e dopo andare a costruire con uno specialista che è in grado di costruire un piano di welfare aziendale il piano e poi andare a stipulare preso l’ ANPIT  per esempio il contratto di secondo livello..

D: All’interno del magazine imprenditore condominiale c’è un articolo dell’ ANPIT..  Si  sottolinea che se passate sotto l’ ANPIT a me non viene nulla in tasca, ma vi dico che io ho tutte le mie aziende sotto ANPIT perché i contratti che ho applicato ai miei dipendenti sono dell’ ANPIT ed ho un risparmio notevole a fine anno sui costi di ogni singolo dipendente.

 G:Sono contratti molto snelli e agili e possono essere utilizzati da diverse tipologie di attività.

D: Ok. Tutto molto bello, ma  devo dirti una cosa:  alcuni Consulenti del Lavoro tranne il mio che ha sposato il contratto ANPIT e anzi, anche lui me lo aveva suggerito, però so che alcuni consulenti del lavoro di imprenditori miei amici, mi hanno fatto l’obiezione che il contratto dell’ ANPIT Può essere attaccabile cosa intendono?

G: Sì perché per i contratti devono essere rappresentativi   e questo indicatore di rappresentanza, però ad oggi non esiste cioè non c’è una legge che specifica quali sono i numeri per essere rappresentativo, e quindi di fatto questo contratto non è attaccabile, e comunque nel caso in cui ci fosse un controllo da parte degli ispettori del lavoro o comunque da parte dell’INPS per eventuali recuperi, sappiate che l’ ANPIT  per esempio mette a disposizione un legale gratuitamente per la difesa in prima battuta.

D: Quindi se il vostro consulente del lavoro vi mi fa ostruzionismo cambiate consulente del lavoro

G: Si o comunque organizzate  un incontro presso l’associazione datoriale e vedrete che dal confronto  uscirà una soluzione al problema.

D: Questi sono solamente dei consigli che stiamo dando per ottimizzare ovviamente la pressione fiscale relativa ai dipendenti e facendo due conti in tasca, con 3 dipendenti che passano sotto il contratto ANPIT, e sfruttando il Welfare aziendalec ‘è un risparmio di €1200 per dipendente annuo, più €2610 di risparmio sul Welfare aziendale quindi sono dei soldi che rimangono in azienda ed oggi oltre a voler fatturare, oltre a concentrarsi su come far entrare il fatturato in azienda, dobbiamo pianificare prima di agire come fare in modo affinché rimangano più soldi possibili..

G: Assolutamente perché comunque la liquidità è la linfa vitale delle aziende, quindi avere più liquidità in azienda permette anche di investirla per esempio nel marketing ..

D: Che è la benzina della tua azienda perché più risparmi, più investi e più fatturi… Quindi ANPIT  altro non è che il sindacato dei datori di lavoro quindi per una volta che c’è in sindacato che tutela il datore di lavoro e non solo il lavoratore sfruttiamolo. Ma qui ci sono due casi cioè l’amministratore che deve assumere nuovi dipendenti perché si sta strutturando e sta iniziando a ragionare come un imprenditore condominiale quindi sta creando delle procedure da delegare ai suoi dipendenti e l’amministratore che già presenta dei dipendenti all’interno con dei vecchi contratti: cosa cambia? Come devo agire? 

G: Mentre chi deve assumere dipendenti da zero quindi basta che si associa all’ ANPIT e poi può applicare il contratto nuovo quindi tutti i benefici che hanno dal contratto, chi invece ha già dei dipendenti e sta applicando un altro contratto, per poter cambiare il contratto, deve fare un passaggio dai contratti dal vecchio al nuovo: questo passaggio però non è indolore, nel senso che chi ha ormai acquisito dei diritti come per esempio ha acquisito la quattordicesima perché magari nel vecchio contratto era prevista la quattordicesima, nel nuovo contratto non ne ha diritto ma avendone diritto in quello precedente, se la porta dietro e quindi cosa succede? Che invece di avere 14 mensilità ne avrà nel nuovo 13, ma la  quattordicesima  verrà spalmata sulle 12 mensilità.

D: Quindi il dipendente viene comunque tutelato e non è che gli si tolgono dei soldi..

 G: No, sono contratti che tutelano il dipendente, quindi contratti che servono per agevolare il dipendente  attraverso il welfare aziendale, attraverso lo smart Working quindi lavorare da casa, da dove vuoi… L’unica cosa è che ovviamente il risparmio in questo caso è minore, in quanto ci sarà un risparmio a livello di permessi e ferie, ma per quanto riguarda lo stipendio no, perché ormai è un diritto acquisito e se io avevo quello stipendio mantengo quello e  mantengo anche la quattordicesima. 

D: Quindi un contratto che fa felici tutti,  ..Sia il datore di lavoro che il dipendente …

G: E’ questo proprio il vantaggio del contratto: che è utile sia per il datore di lavoro che risparmia qual cosina, ma anche per i dipendenti perché sono contratti agili, quindi puoi applicare lo smart Working tranquillamente, vuoi lavorare da casa, … io ad esempio ai miei dipendenti do un tot di giorni al mese  in cui possono lavorare tranquillamente da casa e non hanno alcun tipo di controllo: a me basta che portano  un certo risultato.

D: Quindi che tu abbia già dei dipendente o li devi assumere hai comunque  modo di poter sfruttare a tuo vantaggio e  avantaggio dei dipendenti questo contratto..

G:  Sì, anche perché ripeto, il vantaggio non finisce solo con l’applicazione del contratto, ma anche con fare contrattazione collettiva di secondo livello, che sono diciamo l’obiettivo dell’ ANPIT, che è spingere i lavoratori e i datori di lavoro a stipulare questi contratti di secondo livello, che prevedano premi produttività per quanto riguarda il lavoratore. Ti dirò di più: all’interno del contratto è inserita una clausola a tutela del lavoratore. Ovvero se tu non applichi la contrattazione di secondo livello,  al dipendente spetta una indennità perché non viene applicata la contrattazione di secondo livello e questo negli  altri contratti è difficile trovarlo.

 D: Tra l’altro ANPIT ha sedi in tutta Italia e chiunque può affidarsi ..

G: Si, ci sono tutte le sedi regionali, provinciali, la sede nazionale è qui a Roma però comunque ogni amministratore di condominio può trovare la sede più vicina a lui. Volevo aggiungere una piccola cosa, che secondo me dà un valore aggiunto al contratto ANPIT, cioè il fatto che c’è un elemento di retribuzione che dipende dalla località dell’azienda, cioè se tu sei residente nel Lazio per esempio, ti spettano 50 € e se sei residente in Lombardia ti spettano €100 e questo varia,  adesso sto facendo esempi numerici, da Regione a Regione e quindi di conseguenza varia anche lo stipendio e quindi si adegua a quelli che sono i costi della regione.

D: Sottolineo un’altra volta che né a me né a Gianandrea entra nulla in tasca se passate in ANPIT: Stiamo solo parlando di uno strumento che esiste a disposizione delle aziende, per ottimizzare la pressione fiscale quando si parla dei contratti dei Lavoratori; quindi  è un consiglio super partes questo

G: Assolutamente sì ed è soprattutto un consiglio per come pianificare i lavoratori, come impostare il contratto, come impostare dei Benefit che poi in futuro dovremo dare ai dipendenti, Quindi è un pianificare quello che succederà dopo.

D: Quindi la cosa importante qualunque cosa vogliate fare, è affidarsi ad un consulente in questo caso per la pianificazione strategica dei lavoratori, per studiare bene la vostra situazione e capire come agire in futuro affinché tutte le azioni fatte siano ottimizzate al 100%. 

G:sì.. Poi se qualcuno ha dei dubbi, può assolutamente contattare la sede nazionale dell’anpit dove sicuramente qualcuno si metterà a disposizione per spiegargli quello che non ha capito.

D: …O magari contattare a te Gian Andrea ..

G: Si, anche se ho un ufficio all’infopoint dell’ ANPIT dove non mi torna niente, ma abbiamo la capacità di divulgare questi contratti, perché purtroppo sono poco conosciuti.

D: Quindi se avete dei dubbi potete contattare la redazione di imprenditore condominiale, vi gireremo contatti di Gian Andrea che vi può seguire a Roma oppure girarVi un consulente di riferimento delle varie zone.  Con questo posso dire che su questo argomento abbiamo detto tutto: se ti è piaciuto il podcast condividilo, parlane anche con i tuoi colleghi di questa opportunità e parla con il tuo consulente del lavoro, parla con il tuo commercialista, comunque chiedi pareri e confrontati su questi argomenti e non lo lasciare lì in un angolo, come una cosa da fare un giorno – ci torno sopra – ma è una cosa importante che ne va delle tue tasche. Per adesso è tutto, vi saluto e alla prossima.

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