Pianificazione fiscale Come pagare meno tasse

D: Benvenuti al podcast i vendicatori condominiali; la puntata di oggi si chiama: Pianificazione fiscale: Come pagare meno tasse?.. Io sono David Campomaggiore e quest’oggi sto con un ospite speciale che ho voluto invitare di nuovo, dopo il grande successo del podcast precedente. Sto con Gian Andrea Turnaturi.

G: Ciao David e grazie per l’invito.

D: Gianandrea è un dottore commercialista specialista della pianificazione strategica e l’ho voluto invitare proprio per affrontare questo argomento che è  davvero caldo e interessa a tutti gli imprenditori non solo quelli condominiali, ma in questo caso parlando di amministratori di condominio, ho chiesto a Gianandrea quale poteva essere una strada percorribile per abbattere il carico fiscale e pagare meno tasse alla fine dell’anno. Qual è il problema dell’amministratore di condominio?  E’ che quando parte cerca di spendere il meno possibile, quindi comincia la sua libera professione e viene consigliato generalmente dal commercialista di turno, di fare la forma giuridica più economica possibile, quindi la ditta individuale. 

G:Sì, diciamo che un amministratore di condominio in genere parte come libero professionista, quindi apre una partita IVA e  non si iscrive alla Camera di Commercio. Il problema dei liberi professionisti è uno e cioè l’INPS, perché i liberi professionisti, che non hanno una cassa di previdenza, pagano l’INPS gestione separata  e solo quella è il 25%..

D: Quindi le controindicazioni di un libero professionista quali sono?

G: A livello di tassazione sono sicuramente in questo caso l’INPS gestione separata e l’altro grosso problema è che come libero professionista, non riesci a fare pianificazione fiscale e ti ritrovi quando inizi ad avere già 30-40 condomini, a pagare una miriade di tasse, perché non sono state pianificate e ti ritrovi l’estate dopo che il commercialista ti ha predisposto la dichiarazione dei redditi, ti chiama, ti mando l’F24 e tu dall’altra parte del telefono probabilmente svieni …

D:…  fidati svieni perché io in passato ho ricevuto telefonate dal commercialista per dirmi quanto dovevo pagare a causa di una mancata pianificazione fiscale,  e a momenti cado per terra; come libero professionista tra l’altro hai anche delle responsabilità che hai pendenti sulla testa: quali sono?

G: Assolutamente sì perché rispondi tu personalmente del tuo operato, quindi se hai commesso degli illeciti rispondi direttamente tu anche con il proprio patrimonio.

D: Quindi sembra  in realtà una soluzione che ti fa risparmiare, ma ti espone ad una marea di rischi ed alla fine spendi pure di più, perché poi siamo sempre abituati a pensare che le cose brutte accadono sempre agli altri quindi a livello di responsabilità oggettiva, a noi non tocchi mai nulla, ma non è così perché quando si lavora da libero professionista o da ditta individuale si risponde con il proprio patrimonio per ogni cosa che succede.

G: Sì esatto e poi comunque anche oggi che esiste un regime forfettario agevolato per i liberi professionisti, non sempre questo regime agevolato potrebbe, convenire; ad esempio nel caso di un amministratore di condominio libero professionista, con un dipendente e con un affitto probabilmente non converrà avere il regime forfettario ma converrà avere un regime normale o comunque un’altra forma giuridica.

D: Prima hai parlato di pianificazione fiscale: ci dai una definizione di pianificazione fiscale? 

G: Per pianificazione fiscale si intende come e quando pagare le tasse. Quindi sei tu imprenditore o comunque tu imprenditore condominiale a decidere quando e come pagare le tasse e soprattutto quanto, perché ti metti a tavolino insieme al tuo professionista di riferimento e fai insieme a lui delle strategie che ti permettono di risparmiare le tasse e di magari traslarle all’anno dopo oppure pagarle in anticipo, perché hai più liquidata e tutte queste cose devono però essere pianificate, altrimenti ci si ritrova alla fine dell’anno come al solito, a pagare mazzate di F24.

D:  Sì perché si pensa che il ruolo del proprio commercialista sia quello di farti risparmiare e che tu non devi fare nulla, tu fai il tuo lavoro e stai lì con le mani in pasta a produrre lavoro ed il commercialista ti chiama e ti dice: sono stato bravissimo, ti ho fatto risparmiare. In realtà la pianificazione deve partite dell’imprenditore che insieme al suo consulente lavora e studia per pianificare; Gianandrea segue un paio delle mie aziende e mi fa fare un c*** pazzesco per dargli i numeri che lui vuole e ogni volta gli dico che io sto facendo il suo lavoro, ma in realtà non è il solo lavoro ma è il mio, poi lui ha il compito di indirizzarmi nella giusta direzione, analizzando i numeri che io gli do.

  1. Assolutamente sì perché il compito dell’imprenditore è quello di controllare la sua azienda e per fare ciò ha bisogno degli indicatori di performance i KPI e quindi per avere i KPI bisogna fare il controllo gestione, che è una strategia per pianificare le tasse; facendo il controllo di gestione sai esattamente in quel mese quanto hai guadagnato o quanto hai perso e quindi sai se puoi investire in marketing oppure sai se adottare una strategia per risparmiare.

D: Io ti invito a contattare il tuo commercialista e dir di controllare i KPI: se non cade la linea e non fa finta che non gli prende il telefono, probabilmente ti dirà che non ha in mano quei numeri semplicemente perché non ti ha chiesto altri numeri che gli servono per determinare quali sono i KPI, gli obiettivi da raggiungere, se sei sotto le previsioni che hai fatto o se sei in linea o magari hai performato meglio  e hai sovra abbondanza di cassa per poterti permettere marketing ancora più aggressivo.

G: Assolutamente sì.

D: Quindi si crea la situazione in cui l’amministratore di condominio che ha iniziato a fare un po’ di strada nel mondo dell’ amministrazione condominiale, comincia a vedere qualche numero e comincia a pagare troppe tasse e il  commercialista finalmente gli suggerisce di fare una forma giuridica un poco più strutturate; anche qui abbiamo diverse scelte: può fare un srl o altre forme giuridiche; ci dici perché non fare altre forme giuridiche o magari sì?

G:Solitamente il primo consiglio che viene dato è quello di costituire una società per suddividere il reddito, quindi invece che avere il reddito tutto su una persona fisica, suddividerlo anche con un socio che magari è la moglie o il figlio eccetera; ma il problema è che se andiamo a costituire delle società di persone come una Sas o una Snc, il rischio è che anche lì le responsabilità sono illimitate e si risponde con il proprio patrimonio. La soluzione migliore secondo me, è quella di costituire una srl, primo perché c’è una distinzione giuridica tra i due soggetti – persona fisica e la società – sono due entità completamente diverse e quindi in questo modo, si riesce a fare la pianificazione fiscale, cosa che non si riesce a fare nella società di persone, perché la persona e la società di persone di fatto sono la stessa cosa.

D: Ok quindi è chiaro che la cosa migliore da fare è una srl ma adesso è uscita fuori anche la srl semplificata: vale la pena farla, meglio di no? Spiegaci un poco.

G: Io ho dei clienti che per risparmiare mi chiedono: posso fare la srls? Ed io dico di sì tranquillamente, però la srls presenta delle problematiche, in quanto  la srls ad esempio ha uno statuto standard ed avere uno statuto standard significa non poter decidere le regole della propria società e quindi adattarsi a quelle che sono imposte dalla legge.  Questo in una società non è molto positivo, perché tu all’interno del tuo statuto puoi andare a mettere delle strategie, puoi istituire delle cose che non sono presenti nel modello standard, quindi il mio consiglio è: vale la pena risparmiare €1500 di notaio, per avere uno statuto incompleto? Secondo me no, quindi il mio consiglio alla fine è di costituire una società a responsabilità limitata normale, non semplificata..

D:  Anche perché poi la gestione della srl semplificata è uguale alla srl…

G: E’ uguale e non cambia nulla. Infatti è solo un risparmio iniziale  sul notaio.

D: Quindi le persone per risparmiare €1500 si complicano la vita nel futuro perché non possono più fare operazioni che non stanno nello Statuto.

G: Assolutamente sì e per l’esattezza sono 1100 perché se il notaio viene 1500, la società semplificata costo €400 che sono impost di registro e diritto annuale, e non è poi tutto questo risparmio. Inoltre se tu invece lo statuto te lo costruisci e lo cuci su misura sulle tue esigenze ti darà molti benefici in futuro quando andrai con il tuo commercialista a fare pianificazione fiscale;

D: E quindi è chiaro che la srl è la soluzione migliore per fare un’ottima pianificazione fiscale e il consiglio è che se vuoi prendere la professione dell’amministratore di condominio in modo imprenditoriale, e stai partendo adesso, spendi un poco di più e spendi fin dall’inizio, fai una srl e non ti complicare la vita con una ditta individuale perché tanto poi li paghi dopo molto più di quanto hai speso adesso.

G:  Si è una cosa  che con la srl la pianificazione fiscale ti porta un risparmio tale che conviene rispetto alle altre forme giuridiche; purtroppo non tutti sanno che con le società a responsabilità limitata, ci sono degli strumenti che ti permettono di abbattere il carico fiscale in maniera importante; con una società di persone come la sas o snc, dividi il reddito sui i soci ma il reddito è quello. 

D: Adesso ti voglio fare una domanda per tutti quelli che la srl la tengono già e stanno operando, ed il commercialista gliela tiene in modo piuttosto normale senza ottimizzare magari la pianificazione fiscale: quale è uno strumento – dimmene uno tra tutti quelli che conosci perché ce ne sono diversi e noi li sfruttiamo nelle mie aziende e me li fai usare – ma dimmi il primo più facile da utilizzare, per abbattere la pressione fiscale di un amministratore di condominio o come piace chiamarlo a me, imprenditore condominiale perché effettivamente sta ragionando da imprenditore?

G : Il miglior strumento e poi anche quello più facile da capire è il marchio: tutti gli studi di amministratori di condominio hanno un marchio o comunque un segno distintivo, un nome con il quale si pubblicizzano ai condomini; il problema è che questo marchio, questo segno distintivo non viene mai utilizzato e non viene registrato. Quindi questo è un peccato, perché per esempio un amministratore di condominio persona fisica, potrebbe registrare il marchio della sua srl a nome personale e darlo in concessione d’uso all’azienda quindi alla srl ed essendo due persone distinte e due soggetti giuridici distinti –  la persona fisica, l’amministratore di condominio e la srl che gestisce i condomini- ,in questo caso l’azienda potrà avere un vantaggio e il vantaggio è quello di risparmiare un pò di tasse che in realtà sono i contributi perché sul pagamento delle royalty, sull’utilizzo del marchio,non si paga l’INPS.

D: Davvero molto interessante; quindi il marchio generalmente si fa l’errore per chi lo registra, di registrarlo a nome dell’azienda.

G:  Sì, vengono persone allo studio che hanno già registrato il marchio e lo hanno registrato a  nome aziendale ma questo è un errore perché registrandolo in nome dell’azienda non possono dare in concessione d’uso la propria azienda, quindi non possono ricavare delle royalties; questo è uno strumento che se utilizzato bene permette all’imprenditore di ottenere dei compensi dalla società senza pagare troppe tasse.

D: Quindi ci sono degli strumenti che sono a disposizione e ce li mette a disposizione la legge e non c’è nulla di strano ..

G: Sì non c’è nulla di illegale …Anzi è tutto legale,  ma il problema è che il marchio è vero che io   vado a registrarlo ma quali sono i vantaggi e quali possono essere i problemi di registrare un marchio? Bisogna stare attenti perché è vero che è legale registrare un marchio e darlo in concessione d’uso ad una azienda quindi alla propria srl. Ma chi stabilisce il valore del marchio? Nel contratto che si fa tra la persona fisica e la srl per la concessione dell’uso marchio, quale importo andiamo a mettere? Perché se mettiamo un importo qualunque deciso così a tavolino, probabilmente se c’è un controllo dell’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Entrate potrebbe dire questo importo chi lo ha deciso? Perché è così? Per me l’importo giusto è un’altro e allora a quel punto sei tu imprenditore che devi dimostrare per quale motivo quell’importo non va bene e perché va bene secondo te. Questo fa capire qual è la differenza tra una operazione perfettamente legale, ma anche inattaccabile; l’operazione del marchio è legale ma come fai a renderla fiscalmente inattaccabile? Per renderla  fiscalmente inattaccabile serve una perizia di un professionista che stabilisce che quel marchio, che stai utilizzando per la tua azienda, vale un tot e se hai in mano una perizia sul marchio è ovvio che se l’Agenzia delle Entrate di fa un controllo, tiri fuori la perizia e difficilmente l’Agenzia delle Entrate ti farà opposizione perché c’è un professionista abilitato che ha fatto una perizia ed ha stabilito un valore; quindi per dargliene un altro, dovrebbe incaricare un altro perito di fare una perizia, si va in contradditorio e ci sarà addirittura un terzo che dovrebbe fare la perizia: questa cosa non accade e quindi di conseguenza, facendo la perizia la Strategia di pianificazione   del marchio è inattaccabile..

D:.. perché la perizia la fa un professionista esterno super partes, che fa la perizia della tua azienda.

G: La fa un professionista che ovviamente deve essere specializzato sul fare le perizie sui marchi.

D: Quali sono gli scivoloni che può prendere un perito che in realtà non è specializzato?

G: Un perito che non è specializzato potrebbe valutare nel modo sbagliato il marchio. Quindi potrebbe utilizzare dei metodi di valutazione tipici delle aziende che non è tipico però della valutazione del marchio; spesso il marchio viene valutato anche in base a quello che potrà produrre in futuro ed in base a dei valori che vengono stabiliti da degli enti di ricerca, che fanno delle tabelle apposite, dove ci sono dei valori sulla valutazione dei marchi e sulle percentuale di royalties che spettano in base al settore.  Questo  un professionista che non è specializzato nemmeno lo sa, quindi difficilmente potrà fare una perizia fatta bene e quindi quella perizia potrebbe essere contestata.

D: Ok, quindi io sono un amministratore di condominio ed ho il mio marchio riconosciuto dal mio target, dal mio pubblico e voglio registrarlo: cosa devo fare?

G: Le soluzioni possono essere diverse: o ci si affida ad uno  specialista nella registrazione del marchio sia per il contratto di gestione d’uso del marchio della persona fisica all’azienda altrimenti in alternativa si può tramite la Camera di Commercio registrarsi il marchio da soli ed il problema è che registrare il marchio da soli si può fare solamente se uno ha un minimo di competenze e di capacità di andare a vedere quali sono i marchi già registrati, quali sono le classi che vanno inserite per i marchi, perché ogni marchio ha una categoria sotto il quale va registrato e quindi tu devi decidere quali sono queste categorie. Ed un avvocato esperto in diritto intellettuale potrebbe darti una grossa mano anche perché questa tipologia di avvocati fa contratti specialistici, che sono fatti veramente su misura sul marchio che viene utilizzato.

D: Quindi come al solito ci sono due modi per procedere ad una singola operazione..

G:  Assolutamente sì e come per la srls e la srl, anche qui per la registrazione del marchio puoi procedere nel modo, me lo registro da solo e risparmio oppure affido tutto ad un professionista specializzato e non risparmio. Considerate che poi in genere i professionisti specializzati sulla registrazione del marchio, garantiscono la difesa gratuita in caso di opposizione.

D: Mi raccontavi a microfoni spenti che può capitare che c’è un contraddittorio sulla registrazione di un marchio.

G: Assolutamente sì e negli ultimi tre mesi ho avuto tre opposizioni dei clienti che avevano depositato dei marchi e purtroppo questi Marchi erano deboli perché erano stati depositati da loro stessi e non erano stati consigliati da un avvocato specializzato e questo ha portato al fatto che hanno dovuto ritirare poi il marchio che hanno depositato.

D: Quindi adesso ne approfitto per raccontare un aneddoto che mi è successo all’inizio della mia carriera  imprenditoriale: avevo un marchio per la catena Compro Oro che avevo creato per presupposti assolutamente sbagliati   e non conoscevo nulla di marketing e non sapevo come funzionavano bene le cose dal punto di vista della pubblicazione; quindi avevo scelto di chiamare il mio marchio Golden Island – isola d’oro, isola dorata -solo che non puoi scegliere nessun nome peggiori in italiano perché Golden Island e non ti posso dire in quanti, in modo diverso mi chiamavano questo marchio.. Detto ciò, io che pensavo di essere un furbo, ho detto faccio il logo da solo perché ero un disgraziato e pensavo di saperlo fare da me; quindi sono andato su internet ed ho trovato una bella immagine di una palma con scritto Island, ci scrivo Golden sopra ed ho il mio marchio. C’era la mia voce interiore che  mi diceva: stai a fa na cazzata, però l’ho fatto uguale e  dato che le cazzate le faccio molto grandi quando le faccio, ho deciso di registrare il marchio e me lo sono registrato da solo quindi sono andato in camera di commercio, ho fatto tutta la mia pratica per registrare il marchio, studiando un po’ come funzionava e l’ho registrato. Bello contento ho detto questa cosa l’ho sistemata e non so neanche perché l’ho registrato perché non conoscevo neanche questa possibilità di sfruttare il marchio a Fini fiscali, anche perché avevo una ditta individuale all’inizio … veramente una pianificazione fiscale terribile. Per questo dico  che se ti affidi ai professionisti sbagliati, paghi davvero tanto sotto forma di errori  che dovrai andare a correggere. Io quindi registro questo marchio senza farci nulla, nella mia mente dicevo: se no me lo fregano. Qualche mese dopo mi arriva una mail dell’ufficio legale della Island, che niente poco di meno è la casa discografica di Bob Marley e ho detto: Bob Marley è morto ma che vuole e mi hanno intimato di rinunciare al marchio, perché avevo preso quattro quinti di marchio già esistente e ci avevo scritto solo golden sopra; al che ho provato a difendermi con lo studio legale ma sempre in modo molto informale tramite e-mail e non siamo arrivati davanti a un giudice perché sapevo di essere in torto e gli ho detto che ero una attività geolocalizzata che non da fastidio, al  che l’ufficio legale mi ha detto: non ci importa, devi rinunciare al tuo marchio. Così ho fatto ed ecco cosa succede quando ti trovi a fare le cose da solo e non hai una preparazione per farlo e scopri poi come funziona il mondo e ho scoperto che senza ricerca di anteriorità sul marchio, si rischiano contestazioni, ho scoperto che non devi andare su Google immagini a rubare loghi e a  modificarli, perché probabilmente quel logo è utilizzato da qualcuno e ho scoperto che è molto meglio investire qualche centinaio di euro, a volte ne spesi anche di più per dei professionisti anche abbastanza quotati per avere la realizzazione di un marchio, poi da registrare però avere la certezza che quel marchio è un prodotto originale, non è stato scopiazzato e la registrazione del marchio la faccio fare ad un professionista.

G: Assolutamente e perché abbia dei caratteri distintivi, perché i caratteri distintivi sono quelli che caratterizzano il marchio e lo distinguono dagli altri rendendolo unico. Questa unicità viene poi traslata all’interno dei contratti di cessione d’uso del marchio. Volevo farti un esempio di quanto può influire la registrazione di un marchio quindi dare in concessione d’uso lo stesso alla propria azienda. L’ Azienda ha fatturato alla fine dell’anno €10000; allo stesso tempo però l’azienda ha stipulato con la persona fisica che ha registrato il marchio, un contratto di utilizzo del suo marchio per €8000 il che significa che l’azienda dai €10000 di ricavi che ha ottenuto  e deduce €8000 quindi rimarrebbero €2000 su cui pagare le tasse. In  questo caso l’azienda ha già potenzialmente risparmiato circa il 29% della tassazione di aziende, 24 Ires  ecirca 5% dell’irap sugli €8000 che devo aver dato alla persona fisica. Ma  questi €8000 io potenzialmente posso anche non dargli perché io posso decidere di fare il contratto e glieli devo dare ma finanziariamente non glieli do ma a livello fiscale il costo siccome è di competenza dell’anno in cui sto facendo il bilancio è deducibile,  quindi io deduco completamente il costo di €8000 ma la mia cassa ancora ha gli €8000 perché non li ho pagati magari li pago dopo quando avrò una liquidità a maggiore e in quel caso la persona fisica che riceve invece la royalties su marchio ci pagherà le tasse solamente nel momento in cui le percepisce; quindi l’azienda risparmia perché ha il costo deducibile e la persona fisica non ci paga nulla, fin quando non li percepisce. Quando li percepisce pagherà il so Irpef in base agli scaglioni e ovviamente avrà una parte già pagata dall’azienda perché l’azienda ha pagato sopra una ritenuta del 20%. 

D:E’ una figata pazzesca: questi sono strumenti formidabili.

G: Assolutamente sugli studi degli amministratori condominiali, questa è una strategia che da sicuramente un valore aggiunto.

D: La cosa che mi fa arrabbiare è che io diversi commercialisti e diverse aziende e alcune aziende sono legate a  dei consulenti che magari sono molto bravi nel loro settore merceologico, però sono meno bravi dal punto di vista della pianificazione fiscale e quando voglio portare delle cose che ho imparato da consulenti come Gianandrea, nelle altre aziende trovo opposizione ed ostruzionismo da parte di quel commercialista perché magari lui ragiona alla vecchia maniera e non sa come funzionano le cose e non si è formata e non si è preparato quindi la prima reazione è che non si può fare. In realtà se anche tu ti troverai in queste situazioni ti consiglio di valutare molto  bene il consulente a cui ti sei rivolto o a cui ti stai rivolgendo perché la sua incapacità di vedere nuovi strumenti a disposizione delle aziende per abbattere il carico fiscale, si traduce in tassazione più per te, quindi la sua incapacità la paghi tu ed è un fattore che non va assolutamente sottovalutato quando decidi di affidarti a qualcuno o quando valuti costantemente il consulente a cui ti sei affidato se continuare a lavorare oppure no, perché magari potrebbe anche essere che quel consulente andava benissimo nella tua primissima fase di crescita e poi quando il business è diventato più importante e ci sono più soldi in ballo, magari ti serve qualcuno più preparato.

G: Guarda considera che questa cosa succede anche a me quando vado a confrontarmi con alcuni professionisti oppure con quei clienti che io ho solamente in consulenza e non ho in gestione contabile per i quale ovviamente il commercialista della gestione contabile è un altro. Anche a me capita di affrontare e quindi fare dei confronti con l’altro consulente perché magari l’altro consulente non è a conoscenza  della materia, però in questo caso io risolvo il problema mostrando la legge. Quindi una volta che tu gli mostri la legge e quello che è, a quel punto  l’altro professionista alza le mani quindi riusciamo a portare avanti una strategia che comunque permette al cliente di risparmiare un po’ di soldini…

D: Quindi diciamo che con questo strumento abbiamo concluso questa puntata del podcast ed è solo uno degli strumenti che ci sono a disposizione e posso dire che tramite i nostri accordi commerciali che abbiamo con alcune aziende partner e alcuni consulenti partner, se ti interessa avere una consulenza di orientamento gratuito, contatta la redazione di imprenditore condominiale perché ti giriamo il contatto da sentire per fare una prima analisi gratuita della tua situazione e capire un attimino in quale direzione andare per ottimizzare la pressione fiscale. con questo tutto alla prossima.

G: Ciao a tutti

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